Domenica 13 è stata la "Festa della mamma". E mentre tutti festeggiavano con la propria, proprio alle ore 13 di domenica una madre è stata arrestata per aver presumibilmente scaraventato dal balcone della propria palazzina la figlia di appena tre anni. La tragedia si è consumata a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, dove il vicino di casa avrebbe visto volare dal secondo piano dell'abitazione la piccola indifesa, che ora è ricoverata in prognosi riservata al Ca' Foncello, e avrebbe subito avvertito le forze dell'ordine. La madre imputata soffrirebbe di disturbi psichiatrici e, mentre molti attribuiscono tale gesto ad uno sfortunato incidente, pare che la donna si sia contraddetta copiosamente durante il lungo interrogatorio (che ha occupato un intero pomeriggio), non convincendo i giudici inquirenti e finendo arrestata per tentato omicidio della figlia.



Ma, tralasciando il fatto di cronaca nera, spostiamo il focus sulla celebrazione che si è tenuta quel giorno: non è infatti un caso che la Festa della mamma cada proprio a maggio, il mese notoriamente deputato ad ospitare le feste mariane, ossia eventi e commemorazioni dedicate alla Madonna, la madre per eccellenza (anche se la sua genesi ufficiale si fa risalire ad Anna Jarvis, che organizzò per prima un memoriale per sua madre nel 1908). Queste festività presentano attinenze con la mitologia e il paganesimo romani [VIDEO], come intuibile dalla lettura degli altri articoli della rubrica.

Giovenale

Ma facciamo un salto indietro di qualche giorno: se, infatti, era previsto un imponente protagonismo di Giove nei cieli di questo mese, proprio il 9 maggio il pianeta è sorto luminoso al tramonto del Sole a oriente, giganteggiando sull'avvenenza di Venere, che nel frattempo tramontava a occidente.



Si legge infatti su un articolo astronomico di quel giorno: "Oggi Giove raggiunge […] la massima luminosità e la minima distanza dalla Terra, circa 658 milioni di km: è in fase di opposizione al Sole. È il periodo migliore dell’anno per osservare il gigante gassoso, in quanto se ne può ammirare il massimo diametro apparente come anche i quattro satelliti (Io, Europa, Ganimede e Callisto) con l’aiuto di un telescopio."

Temporaneamente allineato con la costellazione della Bilancia, il pianeta gassoso è rimasto osservabile per tutta la notte, "culminando a Sud nelle ore centrali [...] per poi scendere sull’orizzonte alle prime luci dell’alba". Ma che legame c'è tra Giove, maggio, le feste dedicate a Maria di Nazareth e le nostre origini pagane [VIDEO]? Nulla di particolare, in realtà, se non fosse che dobbiamo proprio alla divinità che ha dato il nome al gigante gassoso, Giove, l'invenzione di un santo altrimenti inesistente, ma che ha dato il nome a molti luoghi di culto cristiani: se avete mai sentito nominare San Giovenale, infatti, tale santo non è mai esistito, ma è stato creato di sana pianta, trattandosi di una denominazione vagamente "cristianizzata" con cui si rinominavano i templi di Giove trasformati in chiese.



L'amore particolare che maggio 2018 pare provare per Giove poi è un'altra storia, ma di certo è una simpatica coincidenza che nello stesso mese si celebrino anche altre festività votive di tradizione gentile e precristiana, come quelle mariane e il famoso Primo Maggio.

Festività mariane

Secondo la chiesa cattolica, maggio è il "mese della Madonna", con particolare devozione verso il Santo Rosario. E a ben vedere, date le celebrazioni che si tengono ogni anno in questo mese per tale importante, volenti o nolenti, personaggio storico. Ciò che però nessuno spiega mai è l'etimologia del mese di maggio, ancor più evidente nella forma inglese May: l'antico nome latino "Maius", mutuato poi dalle lingue anglofone, deriverebbe infatti dalla dea romana Maia, dea della terra, dell'abbondanza e della fecondità.

Pertanto, prima che la figura della Madonna s'insinuasse nel calendario rituale della società appena cristianizzata del Medioevo, il mese di maggio era consacrato alla dea Maia e sempre a lei erano dedicate le rose, poiché essa simboleggiava la fertilità e il risveglio della natura in primavera. Questa divinità, tra l'altro, ha una certa importanza in quanto madre del dio Ermes (o, secondo alcune tradizioni, di Sterope) e figlia di Atlante e Pleione (appartiene dunque alle Pleiadi). Essa era originariamente la dea dei campi, la Bona Dea, ossia la versione laziale della Grande Madre, il cui nome non poteva essere pronunciato (si stabilì pertanto tale pseudonimo). Si devono a lei gli appellativi dell'attuale abbazia di Santa Maria Arabona, frazione di Manoppello, e dell'abbazia di Santa Maria Rambona a Pollenza, in provincia di Macerata, che erano in realtà templi dedicati al culto della dea Bona: dal latino "ara", ossia "altare", Arabona e Rambona sarebbero sinonimi e testimonierebbero una continuità non irrilevante "tra i luoghi sacri dell'antichità e la presenza cristiana che non cancella ma dà nuovo significato agli antichi culti. La madonna col bambino prende così il posto della grande madre generatrice e protettrice, nelle sue varie forme locali."

La studiosa H. J. Rose, che come Gellio notò la singolare vicinanza di Maia al dio del fuoco Vulcano, precisa la correlazione tra il nome di "maggio" e quello della dea Maia, la cui ricorrenza cade il primo maggio perché in questa data i Lari venivano onorati come protettori di Roma e il Flamine di Vulcano offriva in sacrificio a Maia una scrofa gravida, con l'auspicio che anche la terra fosse fiorente e produttiva. Secondo la Rose, insomma, la parola "maggio" proverrebbe dalla radice "MAG", che connette indissolubilmente la dea alla crescita dei raccolti.

A dimostrazione, inoltre, che il mese di maggio, articolato nelle varie ricorrenze sacre, non appartiene alla Madonna, ma spetterebbe di diritto alla dea Maia, nella mitologia romana Mercurio (ossia Ermes) era commemorato alle Idi di maggio, il 15, come protettore dei mercanti, ennesimo potenziale collegamento con la madre Maia come dea promotrice di crescita. In verità, la Madonna avrebbe innumerevoli connessioni e radici pagane, ma per quanto riguarda maggio la si fa risalire alla dea Maia, maggiormente legata alla rinascita primaverile di questo mese.