Le immagini dell’apertura del Ponte di Crimea hanno fatto il giro del mondo, si tratta un’opera grandiosa, che collega la penisola al resto della Russia. L’infrastruttura ha aperto in anticipo sul programma, il 15 maggio scorso e per l’Ucraina ha rappresentato un duro colpo. Infatti, fin dall’inizio, la giunta filo occidentale di Kiev aveva sostenuto che la costruzione del ponte sarebbe fallita, a causa dei costi esorbitanti e che a causa del tipo di terreno su cui avrebbero poggiato i pilastri, non avrebbe retto.

Piaccia o meno, la Crimea, appartenuta in passato all’Impero Turco Ottomano, venne conquistata nel 1783 dalla vecchia Russia zarista che la annesse al proprio Impero.

In epoca sovietica, cioè quando gli stati dell’URSS si erano fusi in un unico blocco. La penisola venne assegnata all’Ucraina nel 1954, su decisione del Presidente dell’URSS Nikita Chruščëv, etnicamente russo-ucraino e successore del georgiano Josif Stalin. Generalmente, il mainstream mediatico confonde la Russia con l’URSS, ma si tratta di una falsa narrazione. È necessario ricordare che la Russia era uno degli stati che componevano l’Unione Sovietica, che solo parte dei presidenti erano di etnia russa e che diversi leader da altre nazioni dell’Unione.

La Crimea, come sappiamo dalle cronache, tornò alla Russia il 18 marzo 2014 conseguentemente a tre eventi, la rivolta di Piazza Maidan a Kiev, quando gli ultra nazionalisti ucraini deposero con la forza il presidente Viktor Janukovyč, la strage etnica degli ucraini di etnia russa nella Casa dei Sindacati di Odessa, il successivo referendum col quale la maggioranza dei cittadini di Crimea, decise il ritorno alla madrepatria.

Il 15 maggio, abbiamo visto il presidente Putin [VIDEO] salire su un camion e attraversare il ponte di Crimea. Questo presidente, dal deciso piglio macista, anche in questo caso ha dimostrato di sapersi proporre come formidabile strumento di propaganda del suo paese agli occhi del mondo. È innegabile l’alone di mistero da ex agente del KGB , che sommato alla lieve somiglianza con Daniel Craig/James Bond e al suo ruolo di castigamatti nei confronti dell’ISIS in Medio Oriente, lo pone costantemente sotto i riflettori. Da oggi, oltre alle classiche raffigurazioni pop su jet militare, cavallo, moto, barca, si aggiunge quella in versione camionista.

Un ponte da record

I lavori di costruzione, iniziati nel 2014, dopo il ritorno della Crimea alla Russia, sono terminati sei mesi prima rispetto ai tempi previsti. L’attraversamento del ponte da parte di Putin [VIDEO] ha rappresentato un’anteprima, perché la vera apertura al pubblico è avvenuta alle 5:30 del 16 maggio, quando le prime autovetture e pullman lo hanno attraversato alla velocità massima consentita di 90 km/h.

La lunghezza totale dell’infrastruttura che sovrasta lo stretto di Kerch, è di 19 chilometri e il tempo medio previsto per attraversarlo è di 15 minuti. L’infrastruttura è costata al bilancio federale russo 228 miliardi di rubli pari a circa 3,1 miliardi di euro. In precedenza per attraversare lo stretto di Kerch era necessario imbarcarsi su un traghetto, che tra operazioni d’imbarco, sbarco e attraversata faceva perdere ai camionisti circa 1 ora e mezza.

Ovviamente il tutto non è stato scevro da critiche e accuse, ma speriamo, come si suol dire, che i costruttori di ponti, in luogo dei muri, portino la pace.