Soffocato da un chicco d'uva. Così è morto il piccolo Nicolò Meggiolaro, di 2 anni. La tragedia è avvenuta a Leporano, un paese di 8 mila abitanti in provincia di Taranto di cui la mamma era originaria e dove Nicolò stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza assieme alla sua famiglia.

La tragedia si è verificata venerdì scorso durante un pranzo a cui stavano partecipando tutti i parenti. Lui, Nicolò, era il più piccolo e il più coccolato della famiglia.

Insieme a lui c'erano anche il fratello e la sorella più grandi di lui. Tutto stava andando per il meglio, fino a quando Nicolò stava mangiando della frutta e un acino d'uva gli è andato di traverso ostruendogli le vie respiratorie.

I genitori e i parenti subito si sono accorti della difficoltà a respirare del piccolo che in pochi istanti è diventato cianotico. I soccorsi, prontamente allertati, nel giro di pochi minuti sono giunti nell'abitazione e hanno iniziato a praticare le manovre di rianimazione per poi trasportarlo in ospedale a Leporano. Giunto al nosocomio in condizioni gravissime per lui non c'è stato nulla da fare. Si sarebbe potuto salvare soltanto se le manovre di disostruzione fossero state eseguite nel giro di pochi minuti.

Sotto shock il paese del padovano dove viveva

La comunità di Gazzo, in provincia di Padova, dove viveva con la sua famiglia è rimasta scossa dalla grave perdita che ha colpito la cittadina e si stringe attorno al dolore di papà Marco e mamma Stefania. A parlare è stato il parroco di Gazzo, Don Leopoldo Rossi che racconta di quel bambino sempre allegro e sorridente che mancherà a tutti. Tra pochi giorni sarebbe iniziato il suo ultimo anno di asilo nido. Intanto i carabinieri stanno ricostruendo l'esatta dinamica della tragedia per verificare se ci sono eventuali responsabilità.

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Cronaca Nera

20 giorni fa tragedia analoga a Brindisi

La tragedia ricorda quella avvenuta circa venti giorni fa quando sempre una bambina di due anni di Villa Castelli, in provincia di Brindisi, è morta in spiaggia soffocata da un acino d'uva. La piccola si trovava su una spiaggia libera a Marina di Lizzano, quando ha tentato di ingoiare un acino d'uva che però le ha ostruito la trachea. Dopo alcuni minuti di panico, la bambina che era diventata cianotica è stata soccorsa da alcuni bagnanti presenti nel lido attiguo, tra cui anche un medico, che ha estratto l'acino d'uva quando però la piccola era già in coma.

Inutili i tentativi di rianimazione e la corsa in ospedale.

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