Anche se per evidenti ragioni di sicurezza hanno subìto l'evacuazione forzata dalle loro abitazioni in cui non torneranno mai più perché verranno abbattute, gli sfollati a seguito del crollo del ponte di Genova [VIDEO], dovranno continuare a pagare il mutuo. La stessa normativa dello Stato italiano che non è servita a proteggere 43 vittime innocenti che hanno perso la vita quando lo scorso 14 agosto un troncone del viadotto Morandi si è sbriciolato, prevede che le circa 300 famiglie costrette ad abbandonare in tutta fretta le loro case poste sotto i monconi dello spettrale viadotto, tra 12 mesi onorino il debito da saldare con le banche.

Mutuo della casa che sarà demolita

Una situazione paradossale, assurda, ingiusta ma giuridicamente ineccepibile.

Le famiglie sfollate che hanno dovuto evacuare le loro abitazioni senza riuscire a recuperare neanche beni di prima necessità, dovranno continuare a pagare il mutuo. E nulla cambia se le loro case diventeranno presto solo un ricordo, perché in vista della demolizione completa del ponte [VIDEO] saranno abbattuti anche i palazzi sottostanti. Niente da fare: lo prevede la normativa e, dunque, l'unica agevolazione su cui possono contare i senzatetto è quella concessa da alcuni istituti bancari Unicredit e Carige: la sospensione dei pagamenti per un anno, terminato il quale però le famiglie dovranno tornare a pagare, sperando di essere riuscite nel frattempo a trovare una sistemazione, a riavviare una vita quasi normale, compresa quella lavorativa. Da un simile obbligo debitorio potrebbe salvarsi giusto chi avesse stipulato una polizza assicurativa che preveda un tale caso estremo: un caso più unico che raro.

Anche se la casa non esiste più, le famiglie superstiti della strage, sono condannate quindi a continuare a pagare le rate mensili agli istituti di credito con i quali si sono indebitate. in virtuù del fatto che va restituita la cifra che una banca ha già consegnato a un'altra banca. Questo tipo di sospensione che riguarda anche il pagamento delle utenze, è stata già applicata ai terremotati in seguito a un accordo stipulato nel 2015 tra Abi, Associazioni dei consumatori e Protezione civile per far fronte ad emergenze in circostanze eccezionali. E questa lo è. L'unica soluzione sarebbe se il Governo, d'accordo con le banche, approntasse una misura straordinaria che preveda l'annullamento dei mutui. Altrimenti, scaduto il periodo concesso, le banche potrebbero rivalersi su altri beni del debitore o pignorargli lo stipendio.

Risarcimenti e case agli sfollati

Sono 106 le famiglie che ad oggi hanno ricevuto una sistemazione: 49 sono entrate in alloggi assegnati, 57 hanno accettato il contributo per il pagamento di un affitto alternativo.

E, secondo quanto dichiarato dal ministro delle infrastrutture e trasporti, Danilo Toninelli, in audizione alle commissioni VIII riunite di Camera e Senato, a tutte le famiglie sfollate sarà assegnata un'abitazione entro metà novembre. Intanto Autostrade per l'Italia ha iniziato a versare i primi contribuiti per le necessità di base di ogni famiglia. Ai primi richiedenti, 74 famiglie, sono stati versati 714mila euro, pari a una cifra tra gli 8 e i 12 mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. A questi contributi, si aggiungeranno gli indennizzi che spettano, oltre alle famiglie che hanno perso casa, a quelle delle vittime e dei feriti. Autostrade per l'Italia ha comunicato di star continuando, in collaborazione con il Comune e la Regione Liguria, a raccogliere richieste nei punti di contatto allestiti a Genova dove i richiedenti devono compilare un modulo estremamente semplificato per avere, in media entro 24 ore, il contributo richiesto. La cifra complessiva stanziata per gli sfollati è di 1,5 milioni di euro.