Negli ultimi anni oltre 700.000 migranti sono stati accolti solo in Italia, ma adesso è il momento che anche gli altri Stati membri dell’Unione Europea facciano la loro parte: il ministro dell’Interno Matteo Salvini lo aveva già detto alcuni giorni fa, i migranti della nave Diciotti possono anche sbarcare in Italia a patto che vengano smistati in tutti i paesi membri UE. Dopo aver vagato nel Mar Mediterraneo per cinque giorni, la nave è di fronte al porto di Catania "per scalo tecnico" con 177 persone stremate dalla fatica e bisognose di cure.

La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per immigrazione clandestina e le associazioni umanitarie sono intervenute con pesanti accuse contro il Governo.

Migranti soccorsi da una nave maltese che è scomparsa

I migranti sono stati salvati al largo di Lampedusa nella notte tra il 15 e il 16 agosto dalla nave Diciotti e sono rimasti in rada di fronte all’isola di Lampedusa prima di approdare a Catania. Sul molo di Levante del porto è stato predisposto un servizio di sicurezza con Polizia di Stato e uomini della Capitaneria di Porto, ma per il momento non ci sarà nessuno sbarco.

È previsto che le forze dell’ordine salgano a bordo del natante e il Viminale ha precisato che Catania è semplicemente un porto sicuro "tecnico", dunque non avverranno sbarchi fintanto che non verrà decisa la destinazione dei migranti in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Il Governo italiano tratta le vite umane come carne da macello

Le associazioni umanitarie si sono mobilitate per salvaguardare le precarie condizioni fisiche dei migranti, di tra cui tante donne e bambini.

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Politica

Si parla di umanità e si fanno pressioni perché il porto venga aperto e si prestino cure e assistenza alle persone. Nelle note diffuse si legge anche una dura accusa contro il ministro dell’Interno che utilizzerebbe centinaia di vite come carne da macello e numeri da ridistribuire. Le associazioni e i movimenti civili che hanno sottoscritto l’appello sono 15 e lo hanno diffuso tramite tutti i social, chiedendo al Governo di intervenire facendo sbarcare in Italia i profughi.

Prima di essere recuperati dalla nave della Guardia Costiera italiana, le 177 persone erano state soccorse da un’imbarcazione maltese che le ha scortate fino a Lampedusa prima di ripartire.

Alcuni sono scesi per ricevere cure mediche ed essere ascoltati come testimoni dalla Polizia e dalla Guardia Costiera, che stanno svolgendo indagini sulle imbarcazioni coinvolte nella vicenda. Sembra che la prima nave fosse diretta verso Malta ma all’ultimo momento ha cambiato rotta, puntando verso Lampedusa a causa delle cattive condizioni meteorologiche. Le testimonianze raccolte dalla Polizia sono state inviate alla Procura di Agrigento che ha aperto un fascicolo sul caso.

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