La campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali in Brasile rischia di essere fortemente influenzata dall’episodio accaduto a Juiz de Fora nel Minas Gerais, stato del sud-est del Paese. Jair Messias Bolsonaro, 63enne candidato del Partito social-liberale (Psl), è stato ferito in un attentato [VIDEO] nel corso di un incontro con i sostenitori della sua formazione di estrema destra. L’autore del gesto sarebbe stato individuato e bloccato immediatamente. I poliziotti hanno faticato non poco a sottrarlo dal linciaggio della folla (l'uomo è rimasto leggermente ferito). Si tratta di Adélio Bispo de Oliveira, quarantenne di Minas Gerais, che secondo i primi accertamenti sarebbe un sostenitore dell’ex presidente Lula, anche lui candidato alle elezioni ma destinato a decadere per legge perché condannato in secondo grado per corruzione e riciclaggio.

Un'aggressione avvenuta davanti a migliaia di militanti

Molti presenti a Juiz de Fora hanno filmato con i loro cellulari la scena dell’aggressione. In particolare dai video si nota Bolsonaro che si fa largo in strada tra la folla di migliaia di persone sulle spalle di un militante corpulento. Ad un certo punto qualcuno gli si avvicina, gli salta addosso e sferra una colpo al basso ventre con un grande coltello da cucina.

Il candidato fa una smorfia di dolore e cade a terra. Ricoverato in ospedale, il candidato di alle presidenziali è stato operato per ridurre le ferite riportate all’intestino e all’arteria mesenterica. Le sue condizioni sono stabili e, dopo l’iniziale preoccupazione, non fanno temere per la vita dell’uomo politico. Nel frattempo, i presenti all’appuntamento elettorale, hanno bloccato e malmenato l’aggressore [VIDEO] fino all’intervento della polizia militare che lo ha preso in consegna.

Il responsabile dell'accoltellamento grande sostenitore del presidente Lula

Sui profili social dell’uomo, che si è immediatamente dichiarato colpevole, oltre a messaggi di sostegno per la scarcerazione di Luiz Inacio Lula da Silva appaiono anche immagini delle marce contro l’attuale governo di Michel Temer e numerosi attestati di simpatia per il Venezuela di Nicolas Maduro ed il movimento comunista.

Ancora non si comprende bene in che modo questo episodio possa condizionare la campagna elettorale. Una legge di fatto impedisce a Lula, pronto per un terzo mandato, di scendere in campo in quanto condannato. L'ex presidente (Partito dei Lavoratori) confidava di poter far leva sui sondaggi che lo davano nettamente avanti rispetto agli altri candidati.

Al secondo posto, nelle rilevazioni, si trova proprio Bolsonaro, un ex capitano dell’esercito: segno che le sue proposte di estrema destra – armi libere per chiunque, pena di morte, cure mediche ai gay, una certa benevolenza verso i militari al potere – avevano attecchito su un larga fetta di elettori insoddisfatti dopo il lungo periodo di recessione che il Brasile sta attraversando.

Inoltre sulla carta quest'ultimo potrebbe superare anche il sostituto di Lula, Fernando Haddad, che a differenza del suo predecessore arranca nei sondaggi. Il timore di molti è che, dopo questo incidente, la vittima si trasformi in martire ed accresca ulteriormente i propri consensi in vista delle elezioni. Ora gli analisti tentano di interpretare se e come questo tentativo di omicidio influenzerà i votanti. Da rilevare che la Borsa di San Paolo ha reagito negativamente alla notizia dell’attentato.