Il mostro passerà il resto dei suoi giorni in carcere. Infatti è stato condannato all’ergastolo Aleksandr Georgievsky, di 35 anni, autore in Russia di uno dei più efferati delitti degli ultimi anni. L’uomo era accusato di aver adescato, violentato, ucciso barbaramente ed infine fatto a pezzi il corpo del povero Ruslan, un bimbo di soli 10 anni. Come racconta il Daily Mail, l’episodio è avvenuto alcuni mesi fa a Ortadnoe, una cittadina a 21 miglia da San Pietroburgo. Il pedofilo ha incontrato la sua vittima [VIDEO] nei pressi della locale stazione, dove il ragazzino si divertiva a giocare sui treni, saltando dal tetto di un vagone all’altro. È bastata la promessa di offrirgli dei dolci per convincerlo a seguirlo a casa, dopo aver effettuato alcuni acquisti in un negozio di alimentari.

Il corpo della vittima smembrato per far sparire le tracce dell’omicidio

Sono stati proprio i filmati di alcune telecamere di sorveglianza nei pressi della stazione e del negozio – in cui si vede Georgievsky camminare insieme al bambino – ad aver messo gli inquirenti sulla giusta strada. L’uomo, dopo aver condotto il piccolo nel suo appartamento, ha abusato di lui e subito dopo lo ha strangolato [VIDEO]. Per disfarsi della vittima senza lasciare tracce ha quindi pensato di smembrarne il corpo e di disseminare le varie parti del cadavere in diversi punti della città.

Nel frattempo, dopo che i familiari avevano denunciato la scomparsa di Ruslan, la polizia ne ha intensificato le ricerche, nella speranza che non gli fosse accaduto nulla di grave. Ma purtroppo, il ritrovamento dei suoi poveri resti è stato una doccia fredda per tutti.

Come detto, grazie ai filmati gli inquirenti sono arrivati al pedofilo, che ha confessato le sue colpe e ha condotto le forze dell’ordine nei luoghi in cui aveva nascosto altri frammenti di quel corpo martoriato.

Il pedofilo era stato già condannato in passato per altri crimini contro minori

Pochi giorni fa si è concluso il processo in cui Georgievsky è stato condannato all’ergastolo per violenza carnale ed omicidio di minore: per la severa legge russa, difficilmente uscirà mai dal carcere. Nel corso del dibattimento l’uomo si è detto pentito e, forse per ottenere uno sconto di pena, ha invocato il perdono della madre del piccolo, che però – ancora traumatizzata – non ha avuto nemmeno la forza di seguire le udienze. Per molto tempo ha anche evitato di raccontare la verità alla sorella di Ruslan, di 8 anni, ed al fratellino di 4 anni, per proteggerli dalla dolorosa realtà dei fatti. La donna ha vissuto a lungo nella convinzione di essere finita all’interno di un terribile incubo e di un ritorno a casa, ormai impossibile, del suo primogenito.

L’aspetto più grave della vicenda è che il pedofilo era ben noto alle forze dell’ordine: già all’età di 17 anni era stato condannato a tre anni di carcere per aver abusato di un bambino. Inoltre, ormai 22enne, aveva scontato un’altra pena di otto anni per omicidio. Infine in passato era stato interrogato dalla polizia, anche in seguito alla scomparsa di un piccolo di sei anni. Forse l’orco poteva essere fermato prima di compiere questo ennesimo delitto.