La faccia di Salvatore Pizzo, l'operaio che lavorava in nero nella fabbrica di Antonio Di Maio, padre del Vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, sarebbe una "bufala", o, come si dice utilizzando la più elegante (per alcuni) terminologia inglese, una fake news creata ad arte per colpire la trasmissione televisiva "Le Iene" rea di aver ficcato il naso negli affari privati della famiglia Di Maio.

Con un fotomontaggio fatto ad arte sul corpo dell'operaio napoletano sarebbe stata messa la faccia di Leonardo Marras, capogruppo Pd in Regione Toscana. E questo per far sembrare che l'operaio fosse stato un candidato del Pd nelle elezioni.

La denuncia di Leonardo Marras

In effetti come ha fatto notare lo stesso Marras chi ha orchestrato il fotomontaggio non si sarebbe, comunque, documentato accuratamente.

Di conseguenza, come ha messo in risalto la pagina web del programma Mediaset "Le Iene", avrebbe commesso almeno tre errori grossolani. La foto ritrae Leonardo Marras, personaggio conosciuto in Toscana proprio per il fatto di essere il capogruppo del Pd in Regione. In secondo luogo, Marras non avrebbe mai lavorato per l'azienda di Antonio Di Maio. Infine, Marras sarebbe stato candidato del Pd elezioni di quest'anno 2018 e non, come fatto circolare sui social, nel 2014.

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Cronaca Nera Le Iene

L'obiettivo del fotomontaggio

Come hanno messo in evidenza sia la pagina web della trasmissione televisiva "Le Iene" che lo stesso Marras, ma anche il Consigliere regionale toscano del Pd Antonio Mazzeo, l'obiettivo era gettare fango e invalidare l'eccellente lavoro di indagine svolto dagli inviati de "Le Iene" Filippo Roma e Marco Occhipinti. Questi hanno documentato come ripetutamente il vero Salvatore Pizzo avesse sollecitato Antonio Di Maio a regolarizzare la sua posizione lavorativa.

Di Maio Padre, infatti, continuava a pagarlo in contanti ma completamente in nero. Non solo ma anche altri due o tre operai della piccola azienda della famiglia Di Maio (in pratica la metà dei dipendenti) sarebbero stati assunti in nero. Il Consigliere regionale Mazzeo ha, invece, stigmatizzato la macchina del fango orchestrata contro Marras affermando che questa "non ha limiti" pur di difendere il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

E ha auspicato che si faccia qualcosa per "dire basta" a questi produttori di odio su Facebook. Da parte sua, il Vicepremier Luigi Di Maio ha voluto puntualizzare che quanto affermato dal servizio de "Le Iene" non può essere avvenuto dopo il 2012 quando lui stesso era entrato nell'azienda di famiglia. E ha ricordato come per anni i rapporti con il padre Antonio siano stati molto freddi. Non si sarebbero parlati per anni.

E sarebbero migliorati solo ultimamente.

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