Dopo 35 anni, il mistero sulla scomparsa di Emanuela Orlandi (15 anni al momento della sparizione) continua imperterrito senza alcuna prova o pista da seguire. Unico dubbio, quelle ossa ritrovate presso la Nunziatura apostolica di Roma, all'interno dell'abitazione dell'ex custode. I risultati del DNA estrapolato dai frammenti ossei in questione [VIDEO] saranno disponibili a metà della settimana prossima, quando gli addetti ai lavori termineranno le opportune analisi su di essi.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Cronaca Nera

A più di due settimane dal macabro ritrovamento, i genetisti forensi stanno ancora estraendo i campioni genetici, per valutare se tali resti possano appartenere ad Emanuela e ad un'altra adolescente, Mirella Gregori (15) scomparsa 40 giorni prima della Orlandi.

Due casi da sempre collegati, almeno secondo l'opinione pubblica, ma in realtà non sono molte le prove che accomunino entrambe le scomparse. Da anni, Pietro Orlandi (fratello di Emanuela) [VIDEO] e Maria Antonietta Gregori (sorella di Mirella) si battono per arrivare alla verità sul destino delle due ragazze.

Emanuela Orlandi: dubbi sulle ossa ritrovate

Ad ogni modo, è strano come i frammenti ossei ritrovati siano stati subito identificati (seppur ipoteticamente parlando) a quelli di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Del resto da Roma (così da tutta Italia) sono numerose le persone scomparse nel nulla e l'identificazione, anche se empirica, di tali ossa con quelle delle due adolescenti, lascia vari interrogativi aperti. Pietro Orlandi, coadiuvato dal suo legale Laura Sgrò, si è recentemente recato presso gli uffici del procuratore aggiunto Francesco Caporale, coordinatore delle indagini.

E' stato di seguito fatto il punto della situazione sulle indagini.

Cosa si sa al momento di quei resti

Al momento non è possibile affermare con sicurezza a che epoca risalgano quelle ossa, né tantomeno dire se appartengano ad una o più persone. Come leggiamo dalla testata Leggo, in passato si sarebbero verificati episodi simili a quello di cui ci occupiamo nell'articolo. Le indagini stanno procedendo tramite una collaborazione tra la magistratura italiana e quella vaticana. La Procura di Roma avanzerebbe l'ipotesi di reato di omicidio e si starebbe procedendo su tale pista. Il rinvenimento delle ossa sarebbe avvenuto all'interno di un edificio appartenente a Città del Vaticano.

Depistaggi e falsità per insabbiare la vicenda

Nel corso dei decenni, molte sono state le piste battute per arrivare alla verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, per la maggior parte rivelatesi come poco attendibili o del tutto false. Una delle più clamorose fu quella riguardante il coinvolgimento della Banda della Magliana e l'azione del presunto boss Enrico De Pedis.

Una strada che portò comunque a risultati alquanto deludenti; un depistaggio alimentato anche dalle dichiarazioni fasulle dell'ex criminale Antonio Mancini e di Sabrina Minardi (persona, a suo dire, molto vicina al De Pedis)

Altro nome noto degli ultimi anni è la figura di Marco Fassoni Accetti, fotografo romano, figlio di Aldo Accetti, un importante imprenditore legato un tempo alla Loggia Mediterranea. L'uomo si autoaccusò del rapimento sia di Emanuela Orlandi che di Mirella Gregori, all'interno di una presunta lotta tra due fazioni vaticane. Le 'prove' che Accetti portò all'epoca per alimentare la sua credibilità alla fine sono state giudicate insufficienti e poco credibili da parte dei magistrati. L'epilogo è stata l'accusa, nei confronti del fotografo e film-maker, dei reati di calunnia ed autocalunnia da parte della Procura di Roma.