Nuovi inquietanti particolari sono emersi sul drammatico episodio del fiume Milicia che, in seguito all'eccezionale ondata di maltempo abbattutasi sulla Sicilia, è esondato: la massa d'acqua ha travolto varie case ed in particolare una villa in cui 9 persone hanno perso la vita. Il sindaco del paese di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, ha rivelato che tale villa era abusiva e che su di essa pendeva un provvedimento di demolizione. Nonostante l'abuso edilizio non fosse in alcun modo sanabile, poiché l'edificio si trovava a meno di 150 metri dal fiume, quindi in zona assolutamente inedificabile, i proprietari avevano comunque impugnato l'ordine di demolizione, emesso dal Comune, davanti al Tar.

Villa abusiva travolta dalle acque: la procura apre un'inchiesta

Stando a quanto dichiarato dal sindaco Giovanni Di Giacinto, dunque, lo stabile travolto dal fiume non sarebbe dovuto proprio esistere in quella posizione. Per questo motivo e per accertare l'esatta dinamica del tragico incidente, la procura di Termini Imerese (Palermo) ha aperto un'inchiesta. Il procuratore, Ambrogio Cartosio, aveva parlato subito di 'evento improvviso' ed impossibile da fronteggiare, ma aveva anche posto l'accento sul dovere di ricostruire l'esatta dinamica e verificare il rispetto o meno dei vincoli di edificabilità.

Villa abusiva: sequestrato ordine di demolizione

Per prima cosa, la procura di Termini Imerese ha proceduto a sequestrare la pratica di demolizione dell'edificio, che era stata disposta dopo l'accertamento delle irregolarità da parte del Comune di Casteldaccia. Inoltre, sempre per disposizione della procura, verrà effettuata una Tac sui corpi delle vittime, appartenenti a due nuclei familiari. Soltanto dopo questo primo accertamento medico, si valuterà la necessità o meno di eseguire anche le autopsie: ad occuparsi di tutta questa parte sarà l'istituto di Medicina legale presso il Policlinico palermitano.

In attesa dei risultati dell'inchiesta, e nel pieno rispetto del dolore straziante per le 9 vite perse, sembra lecito anche provare rabbia e frustrazione di fronte ad una tragedia forse evitabile, seppur maturata durante un evento indubbiamente estremo: assurdo, se quanto detto dal sindaco troverà riscontro, che lo stabile fosse stato lì costruito e preoccupante anche il fatto che il Tar non avesse ancora provveduto a rigettare il ricorso dei proprietari, atto necessario per procedere alla demolizione.

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