Ha scritto una breve lettera alla mamma, l'ha consegnata ad un'amica chiedendole di non farla aprire prima delle 18 e poi si è suicidata [VIDEO]gettandosi da un ponte. La drammatica storia di Ursula Keogh, undicenne inglese residente ad Halifax (città nel cuore del West Yorkshire, poco lontano da Bradford) sta facendo il giro del mondo. Tutto è accaduto lo scorso gennaio, ma il Daily Mail ed altri media britannici, ne hanno dato notizia solo ora che le indagini sul caso sono state dichiarate concluse.

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'Non aprire la busta fino alle 18'

Lo scorso 22 gennaio, Ursula, una ragazzina dai grandi occhi chiari, molto intelligente e matura, ma anche estremamente sensibile e tormentata, si è tolta la vita lanciandosi nel vuoto dal "Paris Gates" di Halifax.

Quel giorno, all'uscita di scuola, la piccola aveva consegnato una lettera ad un'amica chiedendole di portarla alla sua mamma, la scrittrice Nicola Harlow.

Sulla busta, Ursula, aveva scritto una raccomandazione: 'Non aprire fino alle ore 18". Poi, mentre la compagna eseguiva, ignara, le sue precise istruzioni, la piccola ha preso un autobus, ha raggiunto il ponte e si è gettata, da un'altezza di quasi 10 metri, nelle gelide acque del River Calder.

Qualche ora più tardi, il suo corpo ormai senza vita è stato ritrovato dalla polizia che già si era messa sulle sue tracce.

'Ti voglio bene, mamma'

Ursula non era una ragazzina semplice e, negli ultimi tempi, soffriva per la separazione dei suoi genitori [VIDEO]. Nessuno però, aveva immaginato che quella bambina nascondesse un lato tanto oscuro.

Nel corso delle indagini, portate avanti dai detectives del Calderdale CID, è emerso che l'undicenne da qualche mese cercava su internet informazioni relative al suicidio.

Pare anche che, qualche tempo prima, avesse confidato le sue intenzioni ad alcuni amici indonesiani conosciuti su Instagram. Il National Crime Agency avrebbe anche rintracciato una persona colpevole di aver in qualche modo incoraggiato la ragazzina a mettere in atto i suoi propositi.

Nicola Harlow, ancora distrutta dal dolore, ha ricordato che quel giorno di gennaio la figlia aveva avuto un comportamento insolito: prima di uscire di casa, infatti, l'aveva abbracciata e baciata. Poi, qualche ora più tardi, intorno alle 15,30, Ursula, come ha raccontato la donna, le ha anche mandato anche un messaggio sul telefono: "Ha scritto che mi amava e che era dispiaciuta", ha detto commossa.

Quando aveva letto quelle parole, Nicola, aveva provato a richiamarla, ma l'undicenne, ormai, aveva già buttato il suo telefono.