Un brutto incidente [VIDEO] di percorso per uno stagista di Google, il colosso del web. Secondo quanto si apprende dai media internazionali, uno stagista, le cui generalità non sono state rese noto per proteggere la sua identità, avrebbe inserito una falsa pubblicità su alcuni spazi pubblicitari di siti web e applicazioni americane e australiane. Il soggetto doveva usare la modalità "test", che serve agli stagisti di Google per imparare a lavorare sui server e ad inserire anche annunci pubblicitari.

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Per questo, probabilmente a causa di un errore di valutazione, lo stagista non si è accorto di essere realmente in modalità "live", e quindi ha inserito il finto annuncio pubblicitario.

Gli utenti del web che utilizzano il sistema Google Advertising per la pubblicità, martedì scorso, hanno quindi cominciato a visualizzare un banner rettangolare colorato, insolito.

Annuncio piazzato a 25 dollari per CPM

Un errore non da poco, poiché il distratto stagista ha piazzato a ben 25 dollari il costo dei CPM. Si tratta di un sistema che paga ogni mille visualizzazioni gli utenti, normalmente il prezzo di mercato è di 2/3 dollari ogni mille visualizzazioni. Il prezzo di mercato è sicuramente esagerato, ma lo stagista aveva scelto quello poiché si trovava, secondo lui, nella modalità di prova del sistema Google. Ovviamente a pagarne le conseguenze non sarà solo lui, ma anche il tutor al quale il ragazzo era stato affidato, probabilmente anche lui non attento a quello che stava succedendo nella sala di Mountain View.

Il danno, calcolano i tabloid finanziari, si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di dollari [VIDEO], una cifra veramente notevole che Google probabilmente pagherà comunque alle aziende, divise tra America e Australia, che hanno subito lo spiacevole inconveniente. A perderci in tutta questa vicenda è sicuramente il colosso del web, che ha annunciato di prendere misure drastiche contro gli errori umani: in questo caso pare che il limite sia stato superato .

'Sindrome del dito grasso'

Negli ambienti finanziari tali episodi vengono conosciuti con un termine curioso, ovvero "sindrome del dito grasso". Con questo termine appunto si designa l'uso frettoloso dell'uso dei sistemi informatici. A volte può capitare che chi sta lavorando, magari anche in borsa o, in questo caso presso un colosso quale Google, clicchi in maniera sproposita un tasto. Gli esiti di una normale operazione finanziaria, lo sappiamo, possono essere disparati, ma se il tasto viene premuto in maniera erronea si possono fare dei danni incalcolabili, sia alle aziende che usufruiscono di tali servizi che ai fornitori stessi. Quale provvedimenti l'azienda prenderà nei confronti dello stagista e del tutor non è dato saperlo, ma sicuramente gli autori dell'errore non staranno passando un bellissimo momento.