Tutto è partito da una piscina abusiva. Il repentino dissequestro del bene e la successiva archiviazione del suo proprietario, un dirigente dell’Asl di Lecce, avevano insospettito gli uomini della Guardia di Finanza del capoluogo salentino, che, a partire dalla strana conclusione con un nulla di fatto per quel procedimento, hanno iniziato ad indagare sulle attività del magistrato Emilio Arnesano. Così hanno scoperto che il pm aveva dato vita ad un sistema di “vendita delle funzioni giudiziarie”, in cui garantiva aiuto a medici e dirigenti [VIDEO] della locale Asl.

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Inoltre, l’inchiesta condotta dalla procura di Potenza, che ha accusato di corruzione e abuso d'ufficio Arnesano, ha messo in luce anche una serie di favori sessuali concessi da giovani avvocatesse in cambio del suo sostegno.

Un sistema di favori e scambi sessuali

Infatti gli inquirenti hanno verificato che i dirigenti dell’Azienda Sanitaria Locale, quando il pm riusciva ad indirizzare a loro favore i processi in cui erano coinvolti, arrivavano ad offrirgli soggiorni gratuiti, alcuni con battute di caccia, visite mediche con specialisti a prezzi di favore, anche per amici e familiari, ed addirittura un’imbarcazione da 12 metri, acquistata da Arnesano ad un costo di molto inferiore rispetto a quello di mercato.

Diverso, invece, il tipo di relazione di scambio che il magistrato portava avanti con alcune giovani avvocatesse, in particolare con una con cui intratteneva un rapporto duraturo, Benedetta Martina, per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il pm sarebbe riuscito diverse volte a pilotare quei procedimenti in cui erano coinvolti gli assistiti dalla legale, ricevendo in cambio prestazioni sessuali [VIDEO]dalla donna.

Le richieste al magistrato di alcune giovani avvocatesse

Ma non si sarebbe limitato a questo: avrebbe anche accettato la richiesta della sua amante di raccomandare un’amica per la prova orale dell'esame di avvocato. A tal riguardo Arnesano avrebbe contattato un componente della commissione, Antonio Salvatore Ciardo, per il quale è stato stabilito il divieto di dimora a Lecce: insieme i due avrebbero stabilito in anticipo quali domande porre alla ragazza.

Anche un’altra giovane legale si sarebbe rivolta al magistrato per intervenire a suo favore nel corso di un procedimento disciplinare in cui era coinvolta, in cambio di un rapporto carnale. Relativamente a quest’ultima vicenda, però, il consiglio distrettuale di disciplina degli avvocati interessato ha fatto sapere che la procedura non è ancora conclusa, assicurando che la vicenda sarà trattata con la massima imparzialità.