Il piccolo Julen, due anni, è precipitato in un profondo pozzo nella regione di Totalan, vicino Malaga, in Spagna, da domenica scorsa. Inutili sono stati molti giorni di scavi disperati e affrettati nel tentativo di salvarlo e recuperarlo in vita. Stanotte i soccorsi sono riusciti a raggiungerlo, ma il bambino è stato trovato già deceduto.

Il dramma di Julen e della sua famiglia

Il piccolo Julen è il secondogenito di Vicky e José, che hanno già perso il loro primo bambino, Oliver, a soli 3 anni per un infarto improvviso. Una famiglia scossa quindi già da un orrendo dramma che si è ritrovata a viverne uno, se possibile, ancora peggiore col proprio secondogenito.

Julen è infatti precipitato in un pozzo stretto soli 25 cm e profondo più di 100 metri, durante una giornata trascorsa in famiglia presso alcuni parenti.

Secondo quanto riportato dalla famiglia ai soccorritori, gli adulti stavano preparando il pranzo quando la madre di Julen si è allontanata per fare una telefonata, chiedendo al padre del piccolo di controllarlo. L'uomo stava anche occupandosi del riso che avrebbero mangiato per pranzo, si sarebbe distratto un momento e il bambino avrebbe così iniziato a correre verso il pozzo, che però non era segnalato. Un parente che partecipava al pranzo ha visto Julen allontanarsi e ha avvertito il padre mentre lo rincorreva: nessuno dei due uomini è pero riuscito a raggiungere il bimbo prima che lo stesso precipitasse, braccia alzate, nel budello di terra che lo ha tenuto imprigionato per così tanti giorni.

Nessuno dei parenti, in realtà, temeva che il piccolo precipitasse in un pozzo, hanno piuttosto spiegato di temere un pericolo più banale, come che il bambino inciampasse e cadesse a terra. I genitori del bambino, sconvolti, hanno seguito tutte le fasi del recupero sperando nel miracolo e appellandosi pubblicamente al loro Oliver, affinché aiutasse il fratellino ad uscirne vivo.

Il recupero del bambino

L'operazione che ha portato all’individuazione del corpo senza vita del bambino è stata lunga e faticosa, ma sopratutto molto difficile a livello tecnico. I soccorritori, nonostante fossero qualificati ed esperti, hanno dovuto affrontare imprevisti di ogni tipo. La roccia e il terreno si sono rivelati molto difficili da scavare, il maltempo ha ulteriormente rallentato i lavori, infine è subentrato un errore di calcolo nel diametro del tunnel parallelo che ha costretto i tecnici a riscavarlo quasi dal principio.

I soccorritori hanno infatti raggiunto il bambino scavando un tunnel parallelo al pozzo maledetto e congiungendoli con una galleria orizzontale.

Quando i minatori si trovavano a soli 3 metri da Julen, già nella galleria orizzontale, è stato necessario l'utilizzo di minuscole cariche esplosive per poter perforare la roccia, quando il piano iniziale prevedeva di cercare di farlo a mano. Dopo la quarta di esse, la più delicata vista la sua vicinanza al bambino, Josè, il padre, si è sentito male a causa di una crisi d’ansia ed è stato prontamente soccorso dai sanitari. Il lavoro dei soccorritori ha conosciuto poco dopo la svolta più triste, grazie al ritrovamento del corpo senza vita di Julen. Ora sarà necessario continuare a lavorare per poter riportare in superficie il piccolo senza vita.

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