Il pensiero corre ad Alfredino Rampi (inevitabile sia così) che a sei anni cadde in un pozzo per risalire in superficie solo da morto. Dalla scorsa domenica, tutta la Spagna sta seguendo con il fiato sospeso le operazioni per tentare di recuperare Julen, un bambino di appena due anni e mezzo che a Totalàn (località alla periferia di Malaga, nel sud del Paese) è a sua volta finito in fondo a un pozzo profondo 110 metri e di 25 centimetri di diametro. Ancora non si sa a che profondità possa trovarsi il bambino e se sia vivo.

Alla ricerca del piccolo Julen, unica traccia un sacchetto di caramelle

La scorsa domenica, all'ora di pranzo, Julen era con il papà José, la mamma Victoria e alcuni amici a passeggio in campagna nel terreno di proprietà di un parente in un'area montuosa. Il piccolo stava giocando con un altro bambino quando si è verificato l'incidente: è caduto in un pozzo profondissimo, dall'apertura molto stretta e dalle pareti non puntellate, che era stato costruito qualche settimana prima per cercare dell'acqua. Tuttavia, siccome non era stata trovata, era stato chiuso con un coperchio.

Non si sa chi abbia spostato la copertura e perché la zona non fosse recintata: circostanze che saranno oggetto di un'inchiesta giudiziaria.

Il papà ha dato subito l'allarme: cento fra vigili del fuoco, uomini della protezione civile, del salvataggio e intervento in montagna e della guardia civile stanno lavorando da quel momento senza sosta. Si ignora a che profondità sia rimasto incastrato Julen e se sia ancora vivo. Secondo alcuni testimoni, il flebile pianto iniziale è poi cessato. Il sondino che è stato introdotto nella cavità per cercare di visualizzarlo ha rintracciato, a circa 70 metri di profondità, solo un sacchetto di caramelle che Julen aveva con sé al momento dell'incidente, oltre a un bicchiere di plastica.

Davvero te la sei persa?
Clicca il bottone sotto per rimanere aggiornato sulle news che non puoi perdere, non appena succedono.
Cronaca Nera

E proprio a quella profondità la telecamerina ha trovato un intoppo. Dopo aver cercato tutta la notte di aspirare il terriccio che si teme sia collassato sul piccolo dopo la caduta, e di rafforzare le pareti della cavità per evitare altre frane, da stamattina i soccorritori hanno avviato un tipo d'intervento ritenuto più sicuro. Stanno cercando di costruire un tunnel laterale e orizzontale sfruttando la pendenza della montagna per riuscire ad arrivare ad una profondità di 80 metri dove si ritiene sia intrappolato il bambino, come spiegato alla stampa dal viceprefetto di Malaga, Marta Gamez.

Bimbo nel pozzo, tragedia nella tragedia: la rabbia del padre

Assistiti da uno psicologo, stanno seguendo da oltre 40 ore le operazioni i genitori del bambino, il padre José, ambulante ora disoccupato, e la mamma, impiegata in un centro commerciale. La coppia sta vivendo una tragedia nella tragedia: nel 2017, infatti, hanno perso l'altro figlio, Olivier, morto all'improvviso a soli tre anni, forse d'infarto, mentre passeggiava in spiaggia con la famiglia. Julen - che all'epoca era appena nato - adesso è il loro unico figlio.

José Rocio si è sfogato a Telecinco dicendo che, oltre alla solidarietà, compresa quella della regina Letizia, di fatto non si stia facendo nulla per salvare il figlio.

37 anni fa la tragedia del piccolo Alfredino Rampi

Impossibile non associare questa tragedia a quella di Vermicino, piccola frazione di campagna vicino Frascati. In questa località alle porte di Roma, 37 anni fa si consumò il dramma del piccolo Alfredino Rampi, caduto in un pozzo artesiano. Un'agonia di 60 ore davanti agli occhi di un intero Paese, perché i tentativi di salvarlo furono seguiti in diretta Tv, la prima del genere, fino all'annuncio della morte del bambino dato dal Tg1.

Tra i diversi errori commessi nel tentativo di salvare Alfredino, ci fu quello di usare una trivella per scavare un pozzo parallelo, ma le vibrazioni fecero scivolare il bambino venti metri più in basso, aggravando la situazione fino al tragico epilogo.

A distanza di quasi 40 anni, i soccorritori in lotta contro il tempo stanno vivendo lo stesso incubo: in una zona di difficile accesso per le caratteristiche morfologiche del territorio, c'è il terrore che qualsiasi tentativo possa avere conseguenze peggiori, mentre di ora in ora il filo di speranza diventa sempre più flebile.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto