La tensione è alta in Irlanda del Nord. Una giornalista, Lyra McKee, 29 anni è stata uccisa durante gli scontri di Derry (città non lontana dal confine). La donna sarebbe stata raggiunta da dei colpi di arma da fuoco. La polizia ha definito l'episodio come un "incidente terroristico". E, inevitabilmente, tornano alla memoria il terrore seminato dall'Ira per tre decenni (dagli anni '70 agli anni '90).

Gli scontri

Durante gli scontri che stanno infiammando la città di Derry ed i suoi sobborghi la reporter Lyra McKee è morta.

Mark Hamilton, capo della polizia ha confermato che, nella serata di ieri, a Creggan c'è stata una sparatoria che ha coinvolto anche la giovane giornalista. La polizia ha dichiarato, senza mezzi termini, che si tratta di un atto terroristico.

Le terribili immagini sono state pubblicate sui principali social network e ora stanno facendo il giro del mondo. I frame mostrano auto e furgoni in fiamme e diverse persone - con il volto coperto da un cappuccio - che lanciano pietre, bottiglie Molotov e bombe carta contro i Land Rover della polizia.

La vittima si trovava proprio dietro alle auto delle forze dell'ordine per documentare i disordini e, all'improvviso, è stata raggiunta da alcuni colpi d'arma da fuoco. "Ero lì accanto a lei, quando è stata colpita", ha dichiarato scossa un'altra giornalista, Leona O'Neill. La reporter ha spiegato di aver chiamato un'ambulanza, ma i militari hanno preferito sistemarla in una loro auto ed accompagnarla al vicino ospedale, dove Lyra è deceduta.

'Quest'omicidio è un'attentato terroristico'

Il capo della polizia non ha dubbi e ha dichiarato che è già stata aperta un'inchiesta su quanto accaduto; inoltre ha puntualizzato che stanno trattando la morte della giovane giornalista come un attentato terroristico.

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Politica Cronaca Nera

Gli scontri hanno avuto inizio in seguito alle perquisizioni di Mulroy Park e Galliagh (nell'ambito delle indagini relative all'autobomba di gennaio). A pochi giorni dalle celebrazioni per la storica Rivolta di Pasqua (del 24 aprile 1916) dunque, la popolazione è scesa nuovamente in piazza.

La polizia, per il momento sta effettuando degli accertamenti su un gruppo conosciuto come New Ira, considerato - tra l'altro - il responsabile del riacutizzarsi della violenza. Inoltre, non si esclude che gli attacchi, cavalcando l'attuale turbolenza Politica (dovuta anche dalla Brexit), potrebbero riaccendere ancora una volta le rivolte di piazza.

Il leader del Partito dell'Unione Democratica, Arlene Foster, da sempre favorevole alla presenza dell'Irlanda del Nord nella Gran Bretagna, su Twitter ha definito la morte della giovane giornalista "un atto insensato" che ha fatto a pezzi un'intera famiglia. Poi, ha concluso: "Portare le armi nelle strade è stato sbagliato in passato ed è altrettanto sbagliato oggi, nel 2019":

Il leader del partito repubblicano irlandese Sinn Fein, Michelle O'Neill, invece, ha condannato duramente i responsabili dell'omicidio e sempre su Twitter, ha voluto dimostrare la sua vicinanza alla famiglia della giovane vittima.

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