"La legge di Allah si applica con la spada" dicevano i due uomini arrestati per estremismo religioso questa mattina a Novara e vicino Monza. Un italiano convertito all'Islam e un marocchino stavano progettando un attentato in Italia, "bisogna essere crudeli con i ribelli e i traditori. Morti tutti" dicevano Ossama Ghafir e Giuseppe Frittitta in una conversazione WhatsApp. L'italiano, dopo la conversione religiosa, ha preso il nome di Yusuf.

Terrorismo, polizia arresta estremisti islamici pronti a colpire

Erano pronti a colpire in nome della Jihad, convinti che l'uso della violenza sia indispensabile per applicare i comandamenti di Allah.

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La polizia, durante un'operazione scattata all'alba, li ha fermati entrambi prima che potessero causare vittime. I due, non potendo più andare in Siria a combattere con l'Isis, si sono radicalizzati in Italia ed erano, infatti, dei veri e propri lupi solitari pronti anche al martirio in nome del loro Dio.

"Vorrei accarezzare la loro gola con quello" diceva Frittitta all'altro mostrando un coltello lungo 26 centimetri, l'uomo (ragazzo di 24 anni) di mestiere faceva il camionista ed era impiegato in un'azienda del bresciano.

Grazie alle indagini, oltre al giovane camionista palermitano, gli inquirenti hanno arrestato anche un 18enne marocchino che abitava a Cerano, un paesino in provincia di Novara. I magistrati sono convinti che i due radicalizzati fossero pronti a usare la violenza, uccidendo uno ad uno tutti i "traditori mettendoli in fila". Addirittura, secondo quanto riscontrato tramite le indagini, Frittitta riteneva anche i genitori miscredenti. "Non hanno più alcun potere su di me" diceva l'italiano all'amico marocchino.

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I due lupi solitari avevano da poco aderito alla linea religiosa salafita ed erano disposti ad andare contro tutto e tutti, soprattutto facendo scorrere del sangue innocente.

L'italiano si è radicalizzato nel Nord Italia

I primi segni di radicalizzazione dell'italiano cominciarono due anni fa, quando si fece crescere la barba folta e nera oltre a mettersi insieme a una donna di fede musulmana. Il processo di conversione, poi, è maturato negli ambienti integralisti che sono ancora molto presenti nel Nord Italia dove si era trasferito dopo aver conseguito l'abilitazione a condurre i mezzi pesanti.

Proprio lì, nel Nord Italia, ha conosciuto Ghafir e altre persone di fede islamica radicalizzata. Via WhatsApp erano soliti scambiarsi materiale di propaganda islamista, salafita (ISIS), con informazioni sui combattimenti in corso in Siria. Tra i vari messaggi anche alcune note vocali con canti di guerra e video con spargimenti di sangue. Il loro scopo, dunque, era di prepararsi anche psicologicamente alla guerra religiosa e di andare a combattere nelle schiere dell'ISIS.

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