James Harden, stella della Nba, e Adidas si sono ritrovati, loro malgrado, protagonisti di un'incredibile storia di razzismo. Il noto brand tedesco, per celebrare 70 anni di successi, ha scelto come testimonial la guardia degli Houston Rockets. Il post pubblicato su Facebook, però, in Italia, ha collezionato insulti ed offese xenofobe. Il caso è stato segnalato dalla pagina social "La Giornata Tipo" che ha denunciato: "Ecco la reazione social italiana".

"Un nero con le scarpe di gomma"

Adidas è stata fondata a Herzogenaurach, in Baviera, nell'agosto 1949. Per celebrare i suoi primi 70 anni, l'azienda, ha lanciato anche in Italia, attraverso i social, la promo 'Show Your Stripes' che vede testimonial d'eccezione James Harden, famoso cestista dell'Nba e oro olimpico (a Londra ed in Spagna).

Probabilmente, però, in molti non hanno riconosciuto la stella del Basket americano e hanno riempito la pagina Facebook Adidas di frasi razziste.

"Chi t'ha fatto uscire dalla gabbia?", "C'è un nero che indossa le scarpe di gomma”, "Sembra un terrorista", "Ma è quello che vi smaltisce i rifiuti?", e ancora " Vi trattano bene nei centri di accoglienza".

A tanti, quindi, pare sfuggito che James Harden, soprannominato “Il Barba” per il suo look un po' trasandato ha un super contratto da 228 milioni di dollari per sei anni. E, l'azienda tedesca, per la quale è uno dei testimonial di punta, lo paga circa 200 milioni di euro!

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Cronaca Nera Curiosità

James Edward Harden Junior, classe 1986, è nato a Bellflower, California e, oltre ad essere uno dei migliori marcatori della massima lega americana è considerato una delle migliori guardie tiratrici della storia.

Solidarietà social

Dopo aver cancellato gran parte dei commenti, Adidas, brand leader dell'abbigliamento sportivo, ha replicato dicendo no al razzismo e sì alla creatività. L'azienda "delle tre strisce" ha poi ribadito che in Adidas qualsiasi giocatore può giocare perché, sia fuori che dentro il campo, sono una squadra di MVP.

E, nella loro community, unità dallo sport, non c'è spazio per l'intolleranza ed il razzismo. Poi, rivolgendosi a certi "leone da tastiera" ha concluso: "Sentiti pure libero di non seguirci più. Non abbiam bisogno di te":

Le parole dirette della multinazionale tedesca hanno colpito nel segno e raccolto, in poche ore, migliaia e migliaia di like e condivisioni. Molti utenti, poi, hanno voluto esprimere la loro solidarietà a James Harden e si sono scusati per le parole di certi connazionali.

Scorrendo le repliche al post, si può leggere: "Certi commenti mi fanno vergognare di essere italiano" e ancora "C'è più materia prima in un pallone da basket che nella testa di certe persone".

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