Proseguono nel massimo riserbo le indagini sulla misteriosa morte di Erik Sanfilippo. Il giovane di 23 anni era partito circa un anno fa da Marti, una frazione di Montopoli Val d'Arno nel pisano, alla volta dell’Inghilterra per cercare fortuna. Come molti altri ragazzi italiani, aveva accettato l’impiego fisso in un ristorante di Londra, dove faceva il cameriere. Nessuno tra parenti ed amici pensava che sarebbe potuto accadergli qualcosa di grave: invece martedì mattina i carabinieri si sono presentati a casa della madre, Carmen, per comunicarle che la polizia aveva ritrovato sabato 11 maggio il corpo senza vita di Erik in un cassonetto nei pressi di uno stabile in abbandono, lungo Tollington Road, a pochi passi dall'Emirates Stadium dell'Arsenal, nel quartiere di Islington situato nella zona nord della capitale britannica.

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Le accuse a Gerardo Rossi

Nelle ultime ore si è saputo che, poco dopo la macabra scoperta, è stato fermato un italiano di 52 anni, Gerardo Rossi, inizialmente con l’accusa di sospetto omicidio. Tuttavia, mancando le prove che il 23enne toscano sia stato effettivamente ucciso, la situazione col passare del tempo è cambiata: adesso Rossi deve rispondere del reato di “sepoltura non legale, né decente”, che all’incirca corrisponde all’occultamento di cadavere previsto nel codice penale italiano.

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Il giudice della Highbury Magistrates' Court lo ha rilasciato su cauzione: ora, secondo la stampa inglese, il 52enne dovrà ripresentarsi in aula il prossimo 14 giugno, quando saranno a disposizione degli inquirenti anche i risultati dell’autopsia sulla vittima. Sicuramente questi esami faranno chiarezza sulle cause del decesso, che potrebbe anche essere avvenuto due-tre giorni prima del ritrovamento.

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Cronaca Nera

Gli inquirenti seguono tutte le ipotesi possibili

Scotland Yard non si sbilancia sull’accaduto ed anzi ha imposto anche ai genitori di Erik, giunti a Londra, di mantenere il massimo riserbo sulle indagini. Al momento non si esclude nessuna ipotesi sulla morte del ragazzo, compresi eventuali fatti accidentali o il suicidio. La zona in cui è avvenuto il ritrovamento, nei pressi di quell’edificio frequentato da sbandati e spacciatori, potrebbe suggerire che il giovane possa essere rimasto coinvolto in una rapina oppure in un'aggressione.

Non sono stati recuperati i suoi documenti, né tanto meno la vittima aveva con sé dei soldi. Altra ipotesi che non si esclude è che il 23enne sia deceduto per un malore a casa di qualcuno che, per non avere problemi con la giustizia, abbia deciso di occultare il cadavere trasportandolo fino al cassonetto. Sarebbe questa l’accusa rivolta a Gerardo Rossi che abita proprio nella stessa strada in cui la polizia inglese ha rinvenuto il corpo di Sanfilippo.

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Il 52enne originario di Napoli, single ed amante degli animali, sarebbe stato rintracciato grazie all’esame delle telecamere di sicurezza di un supermercato e ad alcune testimonianze.

Denise, la sorella di Erik, ha rivelato al Corriere della Sera di essere stata tra le ultime ad aver parlato con lui: “Era sereno e tranquillo – ha spiegato agli inviati del giornale – penso che sia stato ammazzato, forse da qualcuno che l’ha ingannato”.

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