L'ultima operazione messa a segno dalla Guardia di Finanza del gruppo di Locri è stata battezzata "vita eterna". Grazie anche all'ausilio degli uffici Inps è stato possibile rilevare situazioni illecite nelle erogazioni di trattamenti pensionistici a favore di persone decedute. La truffa si è perpetrata dal primo gennaio 2010 al 31 luglio 2018. Sono stati accertati 17 casi di persone decedute nel 2011, 2013 2014 e per 9 di esse l'Istituto nazionale di previdenza sociale stava ancora continuando ad erogare il trattamento pensionistico.

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L'operazione della Guardia di Finanza

La lunga indagine si è svolta attraverso più fasi: inizialmente si sono acquisiti i documenti che potessero dimostrare l'illecito perpetrato utilizzando le generalità delle persone decedute, di cui in maniera illecita si utilizzava il nome per riscuotere la pensione; successivamente, grazie al database della Banca Dati in uso la Guardia di Finanza è stato possibile ricavare tutte le informazioni necessarie per sanare una situazione di truffa.

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Gli uomini della Guardia di Finanza hanno potuto notare incongruenze che evidenziavano come soggetti deceduti non fossero stati eliminati da posizioni pensionistiche.

Guardia di Finanza: truffa sventata, medici e impiegati tra i complici

Dopo l'indagine effettuata dagli uomini della Guardia di Finanza, la procura di Locri ha aperto un fascicolo processuale: sono stati così disposti controlli all'interno degli uffici Inps al fine di ricostruire l'intera vicenda.

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Pensioni

Si è potuto così appurare quando e come avvenivano i pagamenti e chi riscuoteva i trattamenti pensionistici. I finanzieri sono venuti a conoscenza dei metodi di prelievo delle Pensioni tramite utilizzo di carte bancomat intestate ai deceduti o tramite carte bancomat intestate ai soggetti cointestatari dei conti correnti o postali. In alcuni casi a delinquere era un parente della persona deceduta.

Il caso più eclatante vede l'erogazione totale di una cifra vicina ai 100.000 euro.

Grazie al lavoro degli uomini della Guardia di Finanza, coadiuvati dai dipendenti Inps, è stato possibile riuscire a smascherare questo ragggiro e a rendere noto quanto succedeva anche all'Agenzia delle Entrate. Infine, negli uffici anagrafe e stato civile è stato possibile notare che le comunicazioni dei decessi non erano mai avvenute. Con questo macchiavellico stratagemma è stato possibile, per chi ha ideato la truffa, appropriarsi di trattamenti pensionistici di persone in realtà decedute.

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Le indagini hanno condotto la Guardia di Finanza a 15 soggetti che sono risultati essere i reali percettori delle pensioni erogate. Essi hanno truffato lo Stato per circa 500.000 euro. I finanzieri hanno segnalato alla Corte dei Conti di Catanzaro 19 pubblici ufficiali, tra cui dipendenti comunali e medici necroscopi, che avendo omesso i decessi avvenuti hanno causato un forte danno economico alle casse dell'Istituto nazionale di previdenza sociale.

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