Scontri furibondi a Hong Kong durante una manifestazione di piazza, scontri che sono proseguiti per almeno quattro ore tra le vie e le piazze centrali dell'ex colonia britannica e che hanno visto fronteggiarsi centinaia di agenti di polizia equipaggiati in assetto antisommossa e non meno di 800mila manifestanti. Secondo alcuni osservatori esterni, la folla sarebbe stata anche ben più numerosa, forse un milione di persone; sicuramente la manifestazione di piazza più massiccia da quando Hong Kong è diventata cinese ma anche uno degli eventi più critici nei confronti del governo di Pechino dai tempi degli scontri di piazza Tien An Men. Le fonti della polizia dicono invece che i manifestanti non fossero più di 250mila.

La protesta di Hong Kong contro la legge sull’estradizione

Le immagini della marcia e degli scontri sono davvero impressionanti: la manifestazione era stata indetta per protestare contro la norma votata dal governo cinese che prevede l’estradizione da Hong Kong di delinquenti comuni e semplici sospettati anche di reati minori. Una manovra che gli attivisti dell’ex protettorato e numerosi osservatori delle associazioni per i diritti civili sostengono, invece, sia una forma persecutoria per indebolire il clima liberale del quale Hong Kong gode.

Parliamo di una comunità di otto milioni di persone estremamente ricca, giovanissima e corteggiatissima dagli investitori stranieri. Nel pomeriggio, i manifestanti hanno cominciato a riunirsi in modo pacifico con diversi striscioni e cartelli: “Stracciate questa legge iniqua”, “No all’estradizione cinese”, dicevano quelli più frequenti. La folla era composta in modo molto vario: uomini d’affari, studenti, avvocati, operai e con il passare delle ore le strade del centro sono rimaste completamente paralizzate dalla protesta. La polizia è rimasta a lungo dietro le transenne senza alcuna reazione ma senza nemmeno che ci fossero delle vere provocazioni.

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Cronaca Nera

Dopo una marcia interminabile gli scontri, violenti, fino a sera

In testa alla marcia numerosi cartelli contro Carrie Lam, un personaggio molto importante che non solo è il capo dell’esecutivo di Hong Kong, ma è stata per anni anche una forte sostenitrice dei diritti civili: tuttavia, da quando la Lam è al governo dell’ex colonia britannica per conto della Cina, ha appoggiato tutte le iniziative di Pechino, compresa quella dell’estradizione, raccogliendo una protesta popolare impensabile fino a qualche tempo fa.

Intorno alle 17 la folla si è fatta minacciosa; alle 18 c’è stato un primo scontro molto violento mentre le prime immagini delle cariche della polizia e del lancio di fumogeni arrivavano via Twitter e Instagram in tutto il mondo. Non si ha un quadro preciso di feriti o contusi ma le persone che sono state costrette a ricorrere alle cure dei medici sarebbero alcune decine, tra le quali anche dei poliziotti.

I fermati sarebbero alcune decine. Ci sono volute sei ore per riportare un minimo di calma in città. La folla è stata sgomberata del tutto solo a tarda notte; Carrie Lam, interpellata a riguardo, ha detto che la protesta non può essere un rallentamento a qualcosa di inderogabile e che dunque la legge sull’estradizione si farà. La data prevista per la sua approvazione è mercoledì, dopodomani.

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