La Germania, negli ultimi mesi, ha portato in Italia circa 1.200 dublinanti. Mentre il ministro Matteo Salvini ribadisce a gran voce, ogni giorno, che i porti italiani sono chiusi, in realtà i nostri aeroporti non lo sono per nulla. Un reportage di Repubblica, firmato dalla giornalista Tonia Mastrobuoni, rivela che secondo i dati del Ministero dell'Interno tedesco (di cui è titolare Horst Seehofer) le richieste di trasferire profughi richiedenti asilo nel nostro Paese sarebbero in forte aumento. Tanto da far pensare ad una vera e propria sfida all'esecutivo gialloverde.

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Gente del Regolamento di Dublino

I dublinanti o dubliners (ossia la gente del Regolamento di Dublino) sono quegli immigrati richiedenti asilo che, dopo esser arrivati via terra o via mare - ed essere stati registrati - in un Paese europeo (nella maggior parte dei casi l'Italia) hanno raggiunto un altro Stato Ue e presentato una nuova domanda di protezione internazionale. Una volta scoperti ed identificati dal Sistema Eurodac (la banca dati delle impronte digitali) questi migranti che contravvengono alla convenzione entrata in vigore nel 2013 vengono riportati nel primo Stato in cui sono giunti.

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Come riportato dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, nel primo trimestre di quest'anno il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer ha gestito già 4.602 richieste di trasferimento profughi nel nostro Paese. Un dato piuttosto preoccupante che rappresenta ben il 33% del totale delle domande fatte pervenire a tutti gli Stati partner dell'Ue. Un trend che pare un vero e proprio boom: se si confronta con il trimestre precedente, infatti, si registra un +50%: le richieste giunte a Roma tra ottobre e dicembre 2018 sono state 2.979 (il 25,4%).

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Politica

I trasferimenti tra Germania e Italia

Sebbene nessuno - perlomeno nel nostro Paese - ne parli, anche i via libera dell'Interno a Seehofer stanno aumentando. Come precisato dalla Mastrobuoni, tra il mese di gennaio e quello di marzo sarebbero stati 3.540 (contro i 2.629 del trimestre precedente).

Alle richieste fanno seguito i trasferimenti attivi che avvengono a ritmo crescente e regolare. Tra il mese di novembre 2018 e quello di marzo 2019 sono stati 1.114 (il 28% del totale) e in una recente conferenza che ha visto la partecipazione di tutti i ministri dei diversi Land, il Baden-Württemberg (al confine tra Francia e Svizzera) ha chiesto che vengano ripresi anche i trasferimenti via charter (sospesi dalla scorsa estate).

Dati ufficiali del governo tedesco alla mano, sembra che la scelta del ministro Matteo Salvini di non sottoscrivere, qualche mese fa, l'accordo bilaterale proposto da Seehofer (accettato invece dalla Grecia) non sia stata particolarmente felice. All'epoca, il leader della Lega aveva tuonato che l'intesa avrebbe dovuto rispettare la somma zero: per ogni dublinante accolto, ne sarebbe dovuto partire un altro.

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Se in seguito all'accordo i rifugiati che dalla Grecia sono stati trasferiti in Germania (magari per ricongiungimento familiare) sono decisamente di più dei profughi rimandati nel Paese ellenico (solo 4 da gennaio a marzo), in Italia invece si sta verificando il contrario: nel primo trimestre 2019 da Berlino sono stati trasportati in Italia 557 dublinanti. Per contro, la Germania ha accettato da Roma solo 45 trasferimenti (neppure un decimo di quelli effettuati).

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