A differenza di quello che si vuol far credere, i naufragi e le morti dei migranti continuano a susseguirsi in un Mediterraneo che si conferma, ancora oggi, cimitero sotto le onde.

Naufragio nell'isola di Lesbo

Dell’ultimo naufragio dà notizia la Guardia Costiera greca, che coadiuvata da una motovedetta di Frontex, è riuscita a mettere in salvo 57 persone. L’imbarcazione era salpata dalla costa della Turchia, vicino ad Ayvalik; il salvataggio, invece, è stato effettuato al largo di Maltall, a circa 2,5 miglia a largo di Mitilene, località dell’isola di Lesbo, intorno alle 7:00, ora in cui è affondato il barcone.

Il bilancio è di 7 morti, tra cui due bambine.

Un altro salvataggio è avvenuto, invece, al largo di Malta, da un barcone in difficoltà già segnalato ieri da Alarm Phone, in cui un gruppo di 97 persone è stato condotto sulla terraferma dalle forze armate maltesi, poi trasferiti all'Open Centre di Marsa per l'identificazione.

Gli sbarchi continuano

Rimangono ancora decine i migranti che muoiono cercando di attraversare il Mediterraneo (e con l'arrivo del bel tempo aumentano ancora).

Da un’analisi di Medici per i diritti Umani (MEDU) si è tornati a discutere dei numeri di migranti morti in mare, soprattutto in seguito alle dichiarazioni del Ministro degli Interni Matteo Salvini che ha affermato che nel 2019 le morti nel mar Mediterraneo siano state fino a ora solo due, pubblicando, a sostegno delle sue tesi, una tabella (con fonte Unhcr) che prendeva in esame i cadaveri recuperati e i dispersi o morti in mare negli ultimi 5 anni.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Cronaca Nera Matteo Salvini

Dalla tabella, si evince, però, che il numero due è riferito solo ai cadaveri recuperati; mentre il ministro non fa assolutamente menzione dei 402 morti e dispersi.

La manipolazione dei numeri e dei dati per difendere la politica anti-sbarchi è inoltre evidente nella comparazione dei dati dei primi quattro mesi del 2019 con i dati riferiti, invece, a tutti i dodici mesi degli anni precedenti, e che, inoltre, fanno riferimento a tutto il Mediterraneo (dalla Turchia alla Spagna) e non relativi solo al Mediterraneo Centrale.

Stando ai dati dell'Unhcr, il numero di migranti che quest’anno hanno scelto di sbarcare in Europa solo dalla Turchia ammonta a circa 9.700 e i profughi morti in mare solo in questo periodo sono 257.

Al tutto si aggiunge il dramma di tutti coloro che non riescono più a partire dalle coste libiche, rimanendo costretti a vivere all'interno delle mura delle strutture detentive per migranti, intrappolati, subendo ogni giorno angherie e violenze.

Rimane alta, quindi, la possibilità che il numero di morti in meno tra le acque del Mediterraneo, vengano bilanciate da quelle dei migranti detenuti e prigionieri in Libia.

La documentazione e le testimonianze dirette vengono raccolte e rese note dagli operatori di Medici per i Diritti Umani, prove oggettive e incontrovertibili di tutto ciò che sono costretti a subire coloro i quali sono disposti ad affrontare le onde del mare aperto, pur di fuggire a persecuzioni di ogni tipologia.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto