Le analisi effettuate lascerebbero davvero pochi dubbi: le vongole illegalmente pescate nei pressi della foce del fiume Sarno sono inquinate e potenzialmente cancerogene. L'Arpac (Agenzia regionale per le protezione ambientale della Campania) ha esaminato alcuni campioni di acqua e di sabbia melmosa, prelevati poco tempo fa in quella zona, mentre l'Istituto Zooprofilattico di Portici si è concentrato sui frutti di mare.

I risultati ufficiali di quanto scoperto saranno comunicati solo nei prossimi giorni, ma – come fa sapere Il Messaggero – le anticipazioni sono davvero preoccupanti.

Eppure è stato scoperto che molti pescatori privi di scrupoli immettono da tempo sul mercato questi prodotti, realmente pericolosi per la Salute.

Le vongole erano raccolte in un sito altamente inquinato

La scoperta è stata fatta falla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, mentre indagava su chi danneggia le coste della penisola sorrentina, devastando i fondali durante la ricerca dei pregiatissimi datteri di mare. La pesca di questi molluschi, che spesso avviene anche con l’utilizzo di martelli pneumatici, è infatti vietata in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Nel corso dell'inchiesta è venuto alla luce che il business collaterale della raccolta di vongole dalla foce del fiume Sarno, effettuato dagli stessi malviventi, sarebbe davvero pericoloso per i consumatori.

Se la sabbia di quella zona è ricca di metalli pesanti, l’acqua filtrata dalle vongole è altrettanto inquinata, con elevate concentrazioni di quei batteri e virus che favoriscono malattie come la salmonellosi e l’epatite.

Il referto degli esami sarà consegnato alla Procura di Torre Annunziata, a cui arriverà anche la relazione sull’analisi dei sette chilogrammi di frutti di mare pescati nella stessa area, tra la foce del Sarno e lo scoglio di Rovigliano.

Numerosi i rischi per la salute degli ignari consumatori

Alcune pescherie dei dintorni vendevano i prodotti contaminati, mischiandoli alle vongole di altra provenienza.

Quasi cinque quintali di molluschi sono stati sequestrati in un centro specializzato di Castellammare, in cui si cercava inutilmente di depurarli dai veleni. Il pericolo per i potenziali consumatori è davvero alto perché la polpa dei frutti di mare trattiene tutti gli elementi contenuti nella melma e nelle acque in cui crescono. I primi dati trapelati parlano di una concentrazione di batteri nocivi, come l’escherichia coli, davvero alta, di molto al di sopra dei limiti imposti dalla legge. Inoltre l’elevata presenza di metalli pesanti favorirebbe l’insorgere dei tumori all’apparato digerente.

Nelle prossime settimane spetterà alla Procura di Torre Annunziata valutare la posizione dei sei pescatori di frodo denunciati a piede libero, insieme ad altri cinque complici.

A tal riguardo sono stati già ascoltati i proprietari dei negozi sospettati di aver acquistato le vongole al veleno per poi rivenderle alla loro clientela, ignara di tutto.

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