Iniziata nei primi di giugno in contrasto alla legge sull'estradizione, che avrebbe permesso alle autorità locali di far processare i dissidenti a Pechino, la "protesta delle mascherine" adesso si allarga al grido della democrazia sotto bandiere rosse di Taiwan, considerato emblema orientale della libertà, e cartelloni gialli, a richiamare il cosiddetto "movimento degli ombrelli" nato nel 2014.

Nonostante la sospensione della legge in questione da parte della governatrice di Hong Kong Carrie Lam, le proteste sono continuate. Il desiderio di giustizia non è più l'unico motore delle manifestazioni: le persone vogliono libertà e democrazia.

La situazione dopo lo sgombero dell'aeroporto

Ammettono di aver sbagliato i ragazzi che siedono accampati in terra. L'errore è stato di rispondere con la violenza alla polizia che lunedì sera ha fatto irruzione, sgomberando l'aeroporto internazionale occupato ormai da una settimana. Tuttavia, affermano, non hanno paura della polizia. Dopo le violenze e le 48 ore di black out al traffico, non lasceranno spazio ad altre provocazioni: dal pavimento dello scalo piastrellato di cartelloni, i giovani protagonisti nella protesta hanno già convocato per questa domenica una grande manifestazione, puntando a raccogliere due milioni di persone.

Sono proprio i cartelloni l'occupazione e le sue motivazioni ai viaggiatori: la protesta continuerà, dicono, fino alla cancellazione della legge sull'estradizione e alle dimissioni della governatrice.

Intanto i manifestanti continuano il sit-in dentro gli spazi consentiti, dando la responsabilità del blocco del traffico dei giorni scorsi alle autorità aeroportuali. Le stesse, nel mentre, hanno ottenuto un'ingiunzione giudiziaria contro coloro che "ostacolano illegalmente e volontariamente o interferiscono con il corretto funzionamento dello scalo".

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L'Authority potrà quindi decidere se concedere o meno la possibilità di manifestazioni in particolari aree della struttura e alcune misure sono già state prese: per i passeggeri che raggiungono lo scalo tramite l'Airport Express sarà obbligatorio mostrare la carta di imbarco per poter accedere.

La risposta della Cina

Se fino a questo momento la Cina ha lasciato la parola ai media di regime, accusando i giovani di Hong Kong di simpatie occidentali e, nello specifico, con il nemico americano, oggi decine di blindati dell'esercito cinese sono stati predisposti in uno stadio a Shenzen, la città cinese confinante con la città-stato.

A renderlo noto è il Daily Mail, che ha pubblicato i filmati satellitari diffusi dai media di Pechino nei giorni scorsi.

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