La 'pennichella' in mare su un materassino in una pigra e caldissima giornata agostana, si è tramutata per un turista di Reggio Calabria, Luigi Vazzana, 28 anni, in un traversata al cardiopalma. Oltre che per lui, sebbene per buona parte dell'involontario 'viaggio' abbia dormito, per i genitori e gli amici che l'avevano dichiarato disperso e che per nove lunghissime ore sono state in balia dell'angoscia e dei pensieri peggiori.

Ma anche per Scilla, rinomata località balneare a circa 20 chilometri dal capoluogo calabro e per tutta la zona, denominata 'Costa Viola', coinvolta nelle ricerche.

Poteva finire in tragedia questa storia che ha dell'incredibile, coronata invece, fortunatamente, dal lieto fine e dal piacere di raccontarla. Lo scorso sabato pomeriggio, Luigi era in acqua sul materassino e aveva davanti a sé una delle incantevoli spiaggie di Scilla. Poi si è addormentato: al suo risveglio, era buio, il mare era nero e spaventoso.

Spinto dalle famigerate correnti, era arrivato in Sicilia, al largo dello stretto di Messina, in prossimità del luogo che gli antichi chiamavano Cariddi.

In materassino 'tra Scilla e Cariddi'

Il dolce far niente di un turista, eccetto lasciarsi cullare dal mare a bordo di un materassino gonfiabile, ha rischiato di tramutarsi in una storia di cronaca nera. Luigi Vazzana, in vacanza con genitori ed amici, lo scorso sabato pomeriggio era lontano dalla riva una decina di metri e si stava concendo un riposo sul suo piccolo natante.

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Curiosità Calabria

Non si è ancorato da nessuna parte, il lieve movimento dell'acqua conciliava il sonno e si è addormentato senza accorgersi che stava prendendo il largo e che la faccenda stava diventando tremendamente seria, se non molto pericolosa.

E' stato un amico a far scattare l'allarme chiamando la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria verso le 19 e 45 accorgendosi che di Luigi e del suo mezzo non c'era più alcuna traccia, dopo averlo cercato anche nelle baie del posto.

L'ultimo ad averlo visto, verso le 17, era stato un altro amico passando in canoa sotto il Castello di Scilla: gli aveva anche chiesto se avesse bisogno di aiuto, ma Luigi aveva risposto che stava bene ed era tutto sotto controllo. E' stata avvisata la famiglia, la mamma Franca e il padre Pasquale, le due sorelle. Per loro sono seguite ore di profonda apprensione.

Dalle 22 di sabato, un elicottero del Reparto Volo della Polizia di Stato, un aereo e quattro motovedette della Guardia Costiera, oltre a sommozzatori, hanno avviato le ricerche dalla baia di Marina Grande a Scilla.

E così, proprio come successe ad Ulisse a cui la forza degli elementi distrusse la nave, il turista 'dormiglione' si è ritrovato tra Scilla e Cariddi, rispettavimente uno scoglio e un gorgo marino che si trovano l'uno in corrispondenza dell'altro nello stretto di Messina.

Nell'antichità, per le navi rappresentavano un pericolo mortale e per la fantasia popolare erano terribili mostri marini. Scilla ha mantenuto il suo antico nome, mentre oggi geograficamente Cariddi è collocabile sulla punta messinese della Sicilia, a Capo Peloro.

Tuttora l'espressione figurata 'tra Scilla e Cariddi', sta ad intendere scampare un pericolo per correrne uno ancor più grave: in questa condizione si è trovato il reggino. L'unico precedente analogo è quello capitato nell'agosto 2017 a un ragazzo di 18 anni: anche lui si addormentò sul materassino a Lazurnoye, cittadina costiera della regione di Kherson, in Ucraina, per ritrovarsi in Crimea. Tre giorni in balia delle onde e della disperazione, per poi essere salvato.

Salvataggio in mare

Stanco, affamato, infreddolito, terrorizzato: così Luigi Vazzana è stato ritrovato dagli uomini della Guardia Costiera dopo nove ore di ricerche. Era aggrappato sul materassino, oggetto che probabilmente non farà più parte del suo armamentario balneare. Trascinato dalle correnti dello stretto di Messina, è stato intercettato intorno all'una nella notte tra sabato e domenica a circa due miglia dalla costa calabrese.

Salvato, agli uomini della Guardia costiera che non smetteva di ringraziare ha raccontato la sua disavventura. Si era addormentato proprio sotto il Castello di Scilla dove l'amico in canoa l'aveva incontrato, per poi risvegliarsi in una dimensione irreale, da incubo: in mezzo al mare, al buio, vedendo passare aliscafi, navi e con la paura di essere travolto e di non sopravvivere.

Riportato a Scilla, tra la gioia incontenibile di familiari, amici e di tutti coloro che hanno partecipato alle ricerche, è stato accompagnato al pronto soccorso per i dovuti accertamenti medici. Quindi dimesso, perché trovato in buone condizioni. Dopo un buon riposo sulla terra ferma, potrà riprendere la sua vacanza, forse solo sul bagnasciuga.

Una versione per molti troppo lacunosa

Dopo che la storia di Luigi è stata raccontata da diverse testate, in molti sono intervenuti per smentire la versione del ragazzo. Infatti, secondo i carabinieri e alcuni gestori di lidi locali, il ragazzo sarebbe stato recuperato a poche centinaia di metri dalla riva.

Infatti i carabinieri, smentendo anche quanto inizialmente detto dalla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, hanno dichiarato di aver avvistato il ragazzo ''nascosto'' dietro gli scogli.

Lui però non ci stà a sentirsi dare del bugiardo e, in un'intervista al Corriere, ha dichiarato: ''Non capisco perché vengono fuori notizie false su quanto è accaduto. Ho avuto sangue freddo, sono riuscito a stare lucido e questo mi ha permesso di resistere tante ore in acqua''.

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