Arriva dagli Stati Uniti la notizia della prima vittima al mondo della sigaretta elettronica: a darne comunicazione ufficiale sono stati i Cdc di Atlanta, 'Centers for Control Deseas', ovvero Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. Un paziente giovane, di cui però non sono stati resi noti identità ed età, è morto a seguito di una crisi respiratoria provocata dall'abitudine a 'svapare'.

Tra i ragazzi l'uso della sigaretta elettronica ha preso piede diventando una moda che fa tendenza su Instagram e alcune 'e-cig' sono veri e propri oggetti di design. Sotto accusa da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità come degli esperti, il liquido contenuto: si tratta di miscele, spesso vendute a basso costo, di cui quasi sempre si ignora cosa contengano.

Prima vittima al mondo dello 'svapo'

Secondo le notizie fornite dal Dipartimento di Salute dello Stato dell'Illinois e subito divulgate dai media americani, un paziente è deceduto a seguito di una grave malattia respiratoria causata dall'uso delle 'E-Cigarette'.

Della storia medica della vittima non è stata fornita alcuna indicazione: secondo quanto riportato da Sky News, si sa solo che aveva un'età compresa tra i 17 e i 38 anni, quindi era giovanissima. Anche la data di morte non è stata resa nota.

Secondo i Centri per il controllo della salute pubblica, sono in aumento i casi di 'misteriose' malattie polmonari legate all'uso della sigaretta alternativa. Ci sarebbero almeno 153 casi simili, tutti collegati allla stessa abitudine del fumo elettronico.

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In 16 Stati dell'Unione, California, Connecticut, Florida, Illinois, Indiana, Iowa, Minnesota, Michigan, North Carolina, New Jersey, New Mexico, New York, Pennsylvania, Texas, Utah, Wisconsin, queste persone, tutte di giovane età, tra giugno e agosto hanno sviluppato gravi malattie polmonari. Tutte sono state ricoverate al pronto soccorso con sintomi quali tosse, difficoltà respiratorie, dolore al torace, stanchezza cronica, vomito.

Le nuove malattie respiratorie, spesso scambiate per polmonite, non migliorano con l'uso degli antibiotici, a volte non presentano segni di infezione. La difficoltà per i medici è individuarle a causa di sintomi comuni ad altre malattie, e stabilire un preciso rapporto causa-effetto. Non è ancora chiaro, infatti, se queste malattie abbiano una causa comune, magari dovuta a un prodotto unico.

Il dato che accomuna tutti i casi, è che i pazienti hanno reso noto di aver usato prodotti per svapare contenenti nicotina o Thc, la sostanza psicoattiva della cannabis.

Sotto accusa è, dunque, il contenuto delle miscele che vengono inalate, soluzioni a base di glicole propilenico, glicerolo, aromi alimentari, in alcuni casi nicotina.

Di recente, l'Organizzazione mondiale della Sanità, ha espresso dubbi sulla sicurezza delle sigarette elettroniche: arrivate sul mercato come l'alternativa alla sigaretta e per aiutare i fumatori a smettere di fumare, non sono state regolamentate pur essendo nocive.

Se non contengono il catrame e le sostanze tossiche presenti in quelle tradizionali, posso contenere sostanze non meno dannose, difficili da individare e classificare. Spesso gli svapatori, acquistati per strada a basso costo, sono dotati di miscele ancora tutte da scoprire, non certificate, che potrebbero contenere cannabis o droghe sintetiche. Robert Redfield, direttore del Cdc di Atlanta, ha detto che il tragico decesso dimostra che ci sono seri rischi legati a questi prodotti.

La parola agli esperti

Il problema principale della 'e-cig' è che ci sono pochi controlli a fronte di un giro d'affari di 600 milioni di euro, negli Usa di 120 miliardi di dollari. Resta il fatto che la sigaretta tradizionale è più dannosa: a dirlo è Roberto Boffi, responsabile del Centro Antifumo del Reparto di Pneumologia dell'Istituto Tumori di Milano, interpellato dal Corriere della Sera. Vanno evitati, dice l'esperto, il 'fai da te' e gli acquisti alla cieca, specie su Internet, per affidarsi, invece, a prodotti certificati.

Anche quest'ultimi non sono mai privi di rischi: fumare una sigaretta elettronica non è un gioco. Sebbene più efficaci di chewing gum o cerotti per chi voglia smettere di fumare, possono contenere nicotina e causare comunque problemi di dipendenza. Non esiste ancora un controllo sanitario e mancano studi indipendenti che valutino il vero impatto sulla salute. Sergio Harari, pneumologo milanese, dice che è difficile individuare cosa contengano e come stiano provocando i danni respiratori segnalati dagli Usa. Altro problema connesso è che spesso i fumatori incalliti, usando questi dispositivi, diventano 'duali', fumando entrambe le sigarette. 'Svapare' è di moda anche in Italia tra i giovanissimi, i dati non sono confortanti: Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute segnalano che il 18% dei 13-15 enni italiani fuma sigarette elettroniche. Un aumento del 125% rispetto ad appena cinque anni fa.

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