Simon Gautier, l'escursionista francese 27enne ritrovato morto in una scarpata in Cilento, poteva essere ritrovato velocemente (e magari anche salvato) se anche l'Italia avesse attuato la direttiva dell'Unione Europea recepita nel 2009 e avesse implementato la geolocalizzazione automatica del chiamante. Il Paese è rimasto colpito da quanto accaduto al giovane studente e, negli scorsi giorni, si è assistito ad un "boom" di download dell'applicazione Where are U (in grado di effettuare un preciso servizio di localizzazione ed inviare la posizione al 112).

'Il caso Simon Gautier'

Simon Gautier si era trasferito 2 anni fa a Roma (dove stava terminando il suo percorso di studi) e lo scorso 8 agosto, in treno, aveva raggiunto Santa Marina (comune in provincia di Salerno) per una breve vacanza. Dalla frazione di Policastro, quello stesso pomeriggio, si era avventurato lungo il Sentiero della Molara, per un'escursione in solitaria. Dopo aver trascorso una notte all'aperto, il giovane aveva chiamato il 118 della regione Basilicata per chiedere aiuto. All'operatore aveva spiegato di essere caduto in una scarpata e di essersi fratturato entrambe le gambe. Simon, però non era stato in grado di fornire indicazioni utili relativi alla sua posizione ("Da qui, riesco a vedere il mare" si era limitato a dire).

Le operazioni di ricerca sono state avviate subito, ma per giorni e giorni non hanno dato esito: Simon, infatti, è stato ritrovato solo 10 giorni più tardi, ormai senza vita. Il caso "Simon Gautier" ha di fatto evidenziato gravi carenze e ritardi nel nostro sistema di gestione delle emergenze. Se - come ha denunciato anche il dottor Mario Balzanelli (presidente nazionale del 118) - anche l'Italia avesse attuato la geolocalizzazione automatica del chiamante, i soccorritori, avrebbero potuto raggiungere l'escursionista francese in poco tempo.

Il 6 febbraio 2019, la Gazzetta ufficiale ha sancito l'obbligo della geolocalizzazione attraverso la tecnologia Advanced mobile location (Aml per iPhone e Els per Android). Senza entrare nei dettagli, questo sistema di ultima generazione, consente, anche in assenza di connessione internet, di inviare in maniera automatica un sms contenente delle coordinate precise (lo "scarto" massimo è di 5 metri).

Questi sistemi di geolocalizzazione per le emergenze sono già realtà in diversi Paesi (come Stati Uniti, Regno Unito , Austria, Olanda Belgio e Slovenia), ma non sono ancora disponibili sugli Smartphone italiani.

Where Are U

Dopo il ritrovamento del corpo di Simon Gautier nel Cilento, negli ultimi giorni si è registrato un vero e proprio boom dei download dell'app di Where are U. Realizzata da Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) consente di collegarsi alle centrali del numero unico di emergenza 112 ed effettuare una chiamata inviando, tramite rete dati o Gps. la posizione esatta ed altre eventuali informazioni registrate.

Ad oggi, Where Are U non è disponibile su tutto il territorio nazionale, ma risulta attiva solo in alcune regioni (Lombardia, Liguria e Friuli Venezia Giulia), a Trento e Bolzano, in diverse città della Sicilia ed in provincia di Roma.

Fino a pochi giorni fa l'app salva vita (che, ricordiamo, è completamente gratuita) risultava installata su pochi smartphone. Come ha sottolineato Andrea Pagliosa responsabile dei processi per la centralizzazione dei dati di Areu, in Lombardia (dove, ogni giorno, si processano in media 13 mila chiamate) le richieste di aiuto pervenute tramite quest'app, da inizio anno, sono state solamente 9.500. Prima del 18 agosto (data in cui è stato ritrovato SImon) i download giornalieri medi si aggiravano tra i 600 e gli 800. Poi, però è stato rilevato "il boom": domenica scorsa l'app salva-vita stata scaricata da 1.511 utenti che sono diventati 12.080 il giorno successivo e ben 18.966 martedì 20 agosto.