Un poliziotto in servizio presso la Digos di Vibo Valentia si è tolto la vita sparandosi alla testa con la sua arma d'ordinanza nei pressi di Gerocarne. La notizia è stata diffusa dalla Questura della città calabrese che ha confermato il decesso dell'uomo.

Al momento non sono ancora chiari i motivi che hanno spinto il militare a compiere l'insano gesto, ma non si esclude che alla base potessero esserci dei problemi personali. Si tratta indubbiamente di un caso estremamente delicato: i colleghi, infatti, stanno indagando a fondo per cercare di capire come siano andate realmente le cose.

Il corpo senza vita dell'agente è stato rinvenuto ieri, domenica 15 settembre: si trovava all'interno della sua automobile lungo la strada che da Vibo conduce a Soriano.

Persona molto stimata da tutti

La vittima aveva 52 anni, e da circa dieci anni prestava servizio a Vibo Valentia. Tutti lo ricordano come un uomo solare: era stimato e apprezzato dai colleghi, e pare che sul posto di lavoro non avesse mai avuto particolari problemi, neppure con i dirigenti.

Un dramma che ha lasciato davvero tutti attoniti.

Al momento sono veramente pochissime le notizie che giungono dalla Calabria, mentre gli inquirenti sono impegnati nello scavare a fondo nella vita del collega per trovare qualche elemento che possa dare almeno una spiegazione al suicidio. Ovviamente la tragica notizia ha colpito profondamente familiari e amici del poliziotto della Digos.

Quasi certamente nelle prossime ore emergeranno ulteriori aggiornamenti su questa vicenda.

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Cronaca Nera

Purtroppo bisogna segnalare che in questi ultimi mesi si sono ripetuti diversi episodi di questo tipo: infatti numerosi militari - sia poliziotti che carabinieri - hanno deciso improvvisamente di togliersi la vita.

Altre tragedie simili

Come anticipato in precedenza, soprattutto quest'anno non è la prima volta che giungono notizie di suicidi da parte di militari. Si pensi, ad esempio, a quanto accaduto il 5 settembre a Bovino, nel Foggiano, dove un carabiniere di 39 anni si è tolto la vita in caserma sparandosi anche in questo caso con l'arma d'ordinanza.

Pare che che il militare - originario di Salerno - abbia deciso di togliersi la vita in seguito ad alcune difficoltà emerse sul posto di lavoro.

In questa circostanza è intervenuto anche il Siulm (Sindacato Unitario Lavoratori Militari) che, dalle pagine di un noto giornale locale pugliese online, ha spiegato che solo nel 2019 ci sono stati circa 40 episodi del genere.

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