Avrebbe confessato il presunto assassino di Marilena Corrò, l’albergatrice originaria di Treviso che da circa un anno e mezzo era arrivata a Sal Rei, località dell’isola di Boa Vista a Capo Verde per seguire la gestione del bed and breakfast “A Paz”, realizzato dal padre Luciano. Il corpo della 52enne, ritrovato dai poliziotti in una cisterna per l’acqua, presentava i segni di una colluttazione: ad avvisare le forze dell’ordine erano stati i vicini della donna, che avevano dato l’allarme dopo aver sentito le sue urla.

Il responsabile dell’omicidio è anche lui italiano, originario della Romagna: si tratta di Gianfranco Coppola, 48 anni, istruttore di kick boxing, appassionato di body building che anni fa aveva lavorato anche come buttafuori. L’accusato, che già in passato aveva aggredito dei connazionali, era diventato socio di Marilena nella gestione della struttura turistica: secondo la sua ricostruzione la vittima sarebbe morta durante un violento litigio tra i due per ragioni economiche, avvenuto lo scorso martedì 26 novembre.

Le dichiarazioni del presunto assassino

Coppola, fermato poco dopo il ritrovamento dei resti della vittima, avrebbe raccontato la sua versione dei fatti: durante l’alterco avrebbe ripetutamente colpito Marilena con degli schiaffi. In seguito ad uno di questi la 52enne sarebbe caduta a terra, battendo violentemente la testa. Una volta resosi conto di aver ucciso la donna, avrebbe cercato con l’aiuto di un complice, anche lui italiano, di occultarne il cadavere, nascondendolo nella cisterna. Inoltre i due avrebbero ripulito la stanza in cui era avvenuta l’aggressione, per cancellare ogni traccia del delitto.

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Cronaca Nera

Il motivo scatenante del litigio sarebbe di natura economica: Coppola, che vive da 10 anni sull'isola, avrebbe maturato con la socia un debito ingente: la richiesta da parte dell’imprenditrice della restituzione di quanto dovuto avrebbe provocato l’accesa discussione tra i due.

L’arresto del complice di Gianfranco Coppola

Inizialmente il presunto responsabile del delitto avrebbe negato ogni coinvolgimento nella vicenda; avrebbe confessato solo in un secondo momento, dopo aver saputo che anche il complice, un 52enne che lavorava con lui, era stato fermato dalla polizia del posto.

Nelle scorse ore il tribunale di Boa Vista ha confermato per entrambi i sospettati la carcerazione preventiva. Le dichiarazioni di Coppola dovranno ora essere raffrontate con i risultati dell’autopsia sulla vittima, che saranno pronti nelle prossime ore. Gli inquirenti si attendono nuovi riscontri dagli esami, che possano permettere di chiarire quanto avvenuto e di specificare il ruolo ricoperto dal complice dell’assassino.

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