Si avvicina il 18 dicembre, giorno previsto per la sentenza del caso di Tekashi 6ix9ine. La Rap star americana di fama mondiale, nei giorni scorsi, ha scritto una lettera indirizzata alla Corte che dovrà giudicarlo, il contenuto della missiva è stato rivelato nel pomeriggio (orario italiano) di oggi, 12 dicembre, dal portale americano TMZ, ancora una volta il primo ad ottenere informazioni di rilievo da fonti interne all'ambiente giudiziario, così come spesso è avvenuto, sia per questa che per altre vicende di Cronaca Nera con protagonisti esponenti di primo piano dello showbusiness americano.

Anche l'accusa chiede clemenza

Il rapper è accusato di reati federali molto gravi – tra cui spaccio di droghe pensanti, estorsione, rapina a mano a armata e addirittura un tentato omicidio, fortunatamente fallito – ma potrebbe ottenere un significativo sconto di pena, conseguente alla decisione di diventare collaboratore di giustizia. Oltre agli avvocati dell'artista sono stati infatti anche i Pubblici Ministeri a chiedere una maggior clemenza nei suoi confronti.

Il merito è del contribuito fornito da Daniel Hernandez – questo il vero nome di 6ix9ine – alle indagini contro la Nine Trey Blood, la gang a cui è stato affiliato.

Un contributo che l'accusa ha ritenuto di fondamentale importanza per la buona riuscita della indagini.

'Non ci sono scuse o giustificazioni per quello che ho fatto'

Ora, a chiedere clemenza è anche il rapper, lo ha fatto con con una lettera indirizzata alla Corte. Di seguito alcuni dei passaggi più emblematici:

"Sì avvicina il giorno previsto per la sentenza del mio caso, ed io sto diventando ogni giorno più ansioso ed emotivo.

Sono estremamente grato per aver avuto l'opportunità di manifestare il mio rammarico, Vostro Onore, per quanto accaduto. È molto difficile per me spiegare quello che la mia vita è diventata nell'ultimo anno (il rapper è detenuto in una prigione federale di New York, la sua città, proprio da un anno, ndr).

Mi sento come se tutto il mio mondo stia crollando. Non ci sono scuse, non ci sono giustificazioni per quello che ho fatto.

Ho avuto molto tempo per riflettere e mi chiedo sempre se ne sia valsa la pena. So bene che la mia vita non tornerà mai ad essere quella di prima, ma mi auguro che questi cambiamenti vadano nel migliore dei modi, perché credo di avere ancora un ruolo di modello per milioni di persone, sia come artista che come essere umano. Sono contento che il pubblico stia vedendo quanto mi stano costando caro le mie azioni, sento che questo può accendere i riflettori su cosa può succedere affiliandosi ad una gang. Credo sia parte del piano di Dio per me".

'Non deluderò la Corte, aiuterò gli altri a non commettere i miei stessi errori'

La lettera di 6ix9ine prosegue poi con una decisa presa di distanza dalla gang dei 'Nine Trey', ulteriori scuse e quella che i media americani stanno battezzando come un'evidente richiesta di clemenza: "Sono addolorato per il danno che ho causato, se mi verrà concessa una seconda opportunità, sono certo che non deluderò la Corte, e dedicherò parte della mia vita ad aiutare gli altri a non commettere i miei stessi errori".

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