Salvato dal diario segreto della figlia. Un uomo di 50 anni, accusato di aver compiuto abusi sulla bambina, quando questa aveva solamente nove anni, è stato assolto con formula piena – per non aver commesso il fatto – dal Tribunale di Lodi, dopo che gli avvocati della difesa avevano portato in aula il taccuino, scritto all’epoca dei fatti dalla piccola vittima, in cui la bimba spiegava di essersi inventata tutto. Come riporta il Corriere della Sera, il processo di primo grado si è concluso giovedì scorso, con la sentenza che ha posto fine ad una vicenda che si trascinava dal 2014.

Un’odissea durata anni per il genitore, sotto processo per maltrattamenti e molestie ai danni della figlia, oggi 25enne, che in seguito al ritrovamento del diario, aveva deciso di non confermare le accuse, ritrattando quanto da lei affermato per tanto tempo. A quel punto anche il pubblico ministero si era convinto dell’innocenza dell’imputato e ne aveva chiesto l’assoluzione.

L’inchiesta sugli abusi ed il processo contro il padre della presunta vittima

La vicenda, molto complessa, è raccontata dal Corriere della Sera: i fatti sarebbero avvenuti a San Giuliano Milanese.

Anni fa, era stato il padre stesso a presentarsi dai carabinieri per sporgere denuncia, dopo che la bambina aveva confessato alla madre di aver subito degli abusi “da un parente”, forse uno zio oppure addirittura il nonno della piccola. Ma l’inchiesta non aveva portato a nulla fino a quando, alcuni mesi dopo, la presunta vittima non aveva cambiato versione durante un’audizione protetta, accusando il padre di essere l’autore delle molestie.

Quindi l’uomo, con precedenti penali, era finito nel registro degli indagati già verso la fine del 2006. Dopo anni si è arrivati al processo: già nel 2016, nel corso dell’udienza preliminare, l’imputato si era dichiarato del tutto innocente, respingendo ogni accusa a suo debito.

La verità sugli abusi contenuta nel diario della bambina

Durante il dibattimento, iniziato nel 2017, è arrivato il colpo di scena: i legali della difesa hanno presentato un diario segreto, scritto all’epoca dei fatti dalla bambina, in cui emergeva la verità sul caso.

Infatti, tra i pensierini quotidiani e i disegni, la piccola di nove anni aveva annotato alcune frasi inequivocabili: “Solamente quando racconto certi fatti, tutte le persone mi sono vicine” aveva confessato nel taccuino, ammettendo in pratica di aver mentito sugli abusi per attirare attenzione intorno a sé. Il taccuino, in cui la presunta vittima raccontava di come nessuno la considerasse, facendola sentire emarginata, è stato immediatamente acquisito agli atti del processo. Come detto, dopo queste rivelazioni la figlia, ormai adulta, ha deciso di non confermare le accuse al padre, ritrattando quanto sostenuto per anni.

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