"Sono appena stato in questura, ho denunciato Alessandro Trane, dipendente della Brindisi Multiservizi, e Roberto Cavalera, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, per le accuse gravissime nei miei confronti". Sono queste le parole con cui ieri pomeriggio, 4 gennaio, il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, ha fatto sapere sui suoi profili social di aver denunciato per il reato di diffamazione i due principali protagonisti delle allusioni a presunti voti sposati durante le elezioni del 2018. Tutto è partito nel pomeriggio del 3 dicembre scorso, quando lo stesso dipendente della società in house del Comune di Brindisi, in un incontro pubblico che si è tenuto presso Palazzo di Città, ha riferito che al Rione Paradiso, durante la campagna elettorale del 2018, siano stati spostati circa 1.500 voti, i quali poi sarebbero risultati determinanti per la vittoria dell'attuale primo cittadino, che andò al ballottaggio proprio con Cavalera.
Durante il battibecco con il sindaco per altre questioni, il lavoratore ha sbottato con queste testuali parole: "Adesso mi da del lei, ma quando ti abbiamo aiutato a spostare 1.500 voti al Paradiso eravamo 'compari'" - questa è la frase con cui ha esordito Trane durante la conferenza. Il primo cittadino aveva convocato questa riunione per discutere dei problemi economici che attanagliano l'ente di piazza Matteotti e per presentare alla cittadinanza il piano per evitare il dissesto.
La replica dell'avvocato Cavalera
Poche ore dopo, sempre a mezzo social, sulla vicenda è intervenuto l'avvocato Cavalera, il quale ha mostrato tutte le sue perplessità proprio sulla competizione elettorale del 2018.
Nello stesso video pubblicato sui suoi canali ufficiali, il politico e professionista invitava il sindaco a dimettersi dal suo incarico. Il primo cittadino ha dichiarato che anche il suo avversario politico abbia usato termini diffamatori nel suo messaggio, in quanto ha usato soprattutto la parola "compare" utilizzata da Trane nella conferenza, un epiteto che rimanda a modalità che fanno parte del linguaggio della criminalità organizzata.
Indaga la Digos
L'altra sera, presso la sala Mario Marino Guadalupi del Comune di Brindisi era presente anche la dirigente della Digos, Rosalba Cotardo insieme ai suoi agenti. Proprio gli inquirenti adesso vogliono vederci chiaro su questa vicenda dopo le dichiarazioni di Trane e per questo è stata aperta un'indagine. Dobbiamo precisare che per il momento tutte queste accuse rimangono solo delle mere allusioni, e si attendono quindi i relativi riscontri investigativi da parte dell'autorità giudiziaria.
Come ricordavamo già in un precedente articolo sulla vicenda dei presunti voti spostati al Paradiso, Alessandro Trane, l'autore di questa "denuncia" pubblica, sarebbe persona già nota alle Forze dell'Ordine.