Arriva da un'interessante indagine giornalistica di Selvaggia Lucarelli un possibile spunto per gli epidemiologi nella ricostruzione della diffusione del Coronavirus. La giornalista, in un articolo apparso su Tpi, è riuscita infatti a riportare a galla la contingenza per cui due stand, uno di un'azienda di Wuhan e l'altro di una società di Codogno, si trovavano accanto all'interno dello stesso padiglione, il B 3, nel corso dell'ultima, Sigep, la fiera del gelato che quest'anno si è tenuta a Rimini dal 18 al 22 gennaio.

Si tratta di una casualità che potrebbe, però, avere valenza nella ricostruzione epidemiologica della diffusione del virus. A pochi giorni dalle misure di chiusura disposte in Cina per le zone rosse del paese asiatico, il fatto che ci sia stata vicinanza tra persone della Lombardia e quelle provenienti da quei territori autorizza quantomeno il sospetto che lì possa essersi annidata una possibile situazione di contagio. Sospetto, però, che non equivale a certezza, ragion per cui al momento è giusto considerare il fatto un'evidenza da sottoporre agli esperti.

La Fiera del Gelato è un appuntamento di livello internazionale

La casualità che diventa potenzialmente importante per come si sono evolute le cose risale al periodo tra il 18 ed il 22 gennaio. La fiera del gelato Sigep è un evento che richiama migliaia di persone, tant'è che la rilevanza internazionale attira quasi 200mila visitatori e 1250 espositori provenienti da 30 paesi. A raccontare lo svolgimento della manifestazione è proprio Selvaggia Lucarelli che ha focalizzato la sua indagine sulla disposizione degli stand del padiglione B 3.

Il fatto potrebbe avere importanza epidemiologica

Al suo interno, stando a quanto rivela la giornalista, ci sarebbe stata una situazione di vicinanza tra un'azienda di Wuhan che produce oggetti biodegradabili come cucchiaini e vassoi ed una di Codogno, nello specifico si tratta di una società specializzata nel fabbricare macchine per il cioccolato. Considerato che il lockdown a Wuhan è scattato cinque giorni dopo, l'associazione mentale delle cose alimenta qualche riflessione.

Selvaggia Lucarelli non nega possa essersi trattata di una coincidenza, ma sottolinea altri aspetti. "Nello stesso - scrive la giornalista - padiglione in cui c’è l’azienda di Wuhan ci sono anche aziende di Crema e Codogno con bizzarre vicinanze anche con aziende di San Marino e Treviso, due zone molto colpite dal Coronavirus". Come la stessa giornalista ha affermato si tratta di dati che potrebbero comunque diventare molto interessanti per approfondire l'indagine epidemiologica che potrebbe risultare di particolare interesse per gli scienziati.

A lungo si è infatti provato a rintracciare il così detto "paziente zero", sebbene la ricerca nel tempo sia stata resa meno importante con il dilagare del virus.

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