Jacopo potrebbe essere morto inseguendo gli alieni di un videogame. Secondo gli inquirenti, il figlio di 8 anni di Michele Bacis, ex difensore di Fiorentina e Arezzo, potrebbe essersi immedesimato a tal punto da non riuscire più a distinguere realtà e fantasia. La notizia, riportata nelle pagine di cronaca de La Nazione, è stata ripresa dai principali quotidiani.

Jacopo stava giocando ad un videogame

Jacopo è precipitato dal terzo piano della sua cameretta che affaccia su Vicolo della Dea, nel centro storico di Arezzo, intorno alle 22 di sabato 16 maggio. Con lui, in quegli istanti, non c'era nessuno: mamma Cristiana, papà Michele e il fratellino di 12 anni, infatti, erano in altre stanze dell'appartamento.

Nessuno di loro, dunque, ha assistito alla tragedia e nessuno di loro ha saputo riferire con certezza cosa stesse facendo il bambino.

Gli agenti della Polizia di Stato, incaricati delle indagini, nei giorni scorsi hanno sequestrato l'iPad del ragazzino. Secondo il quotidiano La Nazione, nonostante la batteria fosse quasi scarica, era ancora attivo un videogame in cui, superando missioni sempre più pericolose, si deve salvare la Terra da un'invasione aliena. Si tratterebbe di un GDR (gioco di ruolo) molto amato dai bambini e facilmente scaricabile dal web, a cui possono partecipare fino a quattro giocatori contemporaneamente.

Non si esclude, quindi, che il piccolo stesse giocando con un altro coetaneo, collegato a distanza.

Forse Jacopo si è fatto coinvolgere a tal punto dal videogame da non riuscire più a distinguere tra realtà e finzione e, in quei frangenti, è arrivato addirittura a scavalcare la finestra, precipitando di sotto.

Per il momento, la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo conoscitivo, un "modello 45", ossia un registro degli atti che non costituiscono una notizia di reato.

Tuttavia, sebbene il piccolo al momento dell'incidente fosse da solo, qualora si dovesse accertasse che la caduta sia stata una conseguenza del videogioco, si potrebbe procedere con la segnalazione della pericolosità dell'app e con il mettere in guardia i genitori.

L'addio a Jacopo

Jacopo è morto durante la corsa in ospedale a causa dei gravi traumi riportati nella caduta.

I funerali sono stati celebrati ieri mattina, martedì 19 maggio, nel Duomo di Arezzo. Ad officiare la cerimonia, in forma strettamente privata, sono stati Don Alvaro Bardelli e don Raffaele, sacerdote della parrocchia di San Domenico (di cui il piccolo faceva parte).

Il bimbo frequentava la terza elementare al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Arezzo ed era uno scout. Compagni di classe e "lupetti", pur non potendo partecipare alla funzione religiosa, hanno atteso l'uscita del feretro sul sagrato e hanno salutato il loro amichetto con un commovente striscione e facendo volare in cielo tanti palloncini bianchi.

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