Hanno rischiato di finire in carcere due fidanzati torinesi di 18 anni che, durante la 'Fase 1' del lockdown per contenere la pandemia provocata dal nuovo Coronavirus, sono stati segnalati da un cittadino mentre si baciavano alle due di notte sul marciapiede di una via di Torino. L'episodio si è verificato il 25 aprile. Il cittadino, osservando la scena dalla sua finestra, ha chiamato subito le Forze dell'ordine. In quei giorni l'ordinanza governativa prevedeva che chi avesse avuto tali atteggiamenti in pubblico, ritenuti molto pericolosi per la salute pubblica, sarebbe potuto incorrere in una multa molto pesante, fino addirittura a prevedere l'arresto della durata di 3 mesi, in base all'articolo 650 del codice penale.

Nelle ultime settimane la stessa ordinanza è stata cambiata: la violazione è diventata ad oggi soltanto di natura amministrativa e non penale. Sulla vicenda, negli scorsi giorni, è intervenuto il Procuratore aggiunto di Torino, Paolo Borgna, il quale ha scritto un articolo sulla rivista "Questione Giustizia" mettendo in guardia dai pericoli che il lockdown può provocare.

I due giovani: 'Siamo fidanzati'

Quando i ragazzi protagonisti di questa vicenda vennero fermati dagli inquirenti dichiararono che fossero fidanzati, per cui secondo loro non stavano commettendo nulla di illecito. Nel suo pezzo Borgna ha sottolineato che lo "stato di eccezione" era prima di tutto nelle nostre teste, aggiungendo in sostanza che anche le persone fidanzate avrebbero potuto essere segnalate per comportamenti ritenuti pericolosi.

Soprattutto durante la Fase 1 molte persone sono state denunciate da individui estranei, i quali erano preoccupati da potenziali comportamenti pericolosi. La cronaca è piena di gente che è stata aggredita anche in strada mentre praticava semplicemente attività sportiva o andava a lavoro a piedi. Il Procuratore sottolinea poi che la via dove sostavano i ragazzi era assolutamente deserta.

Secondo il togato a volte "siamo noi che invochiamo la nostra prigionia".

Borgna ritiene giuste le misure adottate

Secondo Borgna sono giuste le decisioni che sono state adottare non nascondendo, tuttavia, che in alcune occasioni c'è stato qualche eccesso nell'applicare la legge anche da parte delle Forze dell'ordine.

Tutte le denunce partite nei primi giorni delle misure restrittive sono adesso al vaglio della prefettura del capoluogo piemontese, che si esprimerà su quali sanzioni comminare ai trasgressori. Dall'inizio dell'emergenza sanitaria a Torino sono state denunciate 2.200 persone per inosservanza dei Dpcm emanati dal Presidente del Consiglio. Si deve precisare, a tal proposito, che questi dati non comprendono quelli sotto analisi da parte della Prefettura di Ivrea.

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