In una foto condivisa sui social, l'avvocato Emanuele Solari, legale di Giuseppe Montella, è apparso con tanto di fucile e manganello. Come leggiamo da La Stampa, il professionista sarebbe conosciuto negli ambienti neofascisti di Piacenza come "il camerata". Giuseppe Montella è uno dei carabinieri accusati di vari reati assieme ad altri suoi colleghi, appartenenti alla stazione Levante di Piacenza. Tornando a Emanuele Solari, l'uomo (vicino a Forza Nuova) appare in una foto del 2016 accanto a una donna. Indossano entrambi il basco ricordante i parà della Folgore. Nell'immagine, l'attuale legale di Montella ha in mano un fucile.

Sullo sfondo della foto i simboli della Decima Mas. Il post è intitolato: "Credere, obbedire, combattere". Tra i commenti c'è anche quello del suo assistito, l'appuntato Montella.

Giuseppe Montella: gli interrogatori ai colleghi

Il maggiore Stefano Bezzeccheri è l'ex comandante della compagnia dei carabinieri di Piacenza. Il militare è entrato nell'inchiesta da parte della procura di Piacenza che vede indagate dieci persone e che ha portato al sequestro della caserma di Levante, con l'accusa di abuso di ufficio. Da mercoledì, Bezzeccheri risulta essere sottoposto a obbligo di dimora. In data 29 luglio, Bezzeccheri è stato interrogato dal gip Luca Milani. L'uomo, dopo aver lasciato il tribunale, è sembrato abbastanza abbattuto.

Si sarebbe allontanato su un taxi assieme ai suoi avvocati. Non si sa con certezza se abbia collaborato o meno con gli inquirenti, ma al momento né lui né i suoi legali avrebbero rilasciato commenti al riguardo.

La caserma di Piacenza ha nuovi vertici

Come conseguenza dei presunti illeciti avvenuti nella caserma di Piacenza, sono stati disposti nuovi vertici per la struttura.

Di recente, il nuovo staff della caserma si è presentato alla stampa, sostituendo i precedenti ufficiali che sono stati assegnati a incarichi diversi, così come voluto dall'arma dei carabinieri. I nuovi militari che opereranno per conto della caserma Levante sono il comandante Paolo Abrate, il capo del nucleo investigativo Lorenzo Provenzano e il capo del reparto operativo Alfredo Beveroni.

Il colonnello Paolo Abrate ha dichiarato che il suo obiettivo personale e dei suoi collaboratori è quello di poter guadagnare fiducia, un qualcosa che, a detta del militare, la si ottiene di giorno in giorno, con i fatti. Abrate ha promesso di dedicare le sue forze e le sue energie al fine di tutelare il popolo piacentino. L'inchiesta gravante su quanto sarebbe accaduto nella caserma Levante ha portato all'arresto di sei carabinieri, accusati di reati come torture e spaccio di droga.

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