Fabrizio Pregliasco, ai microfoni di Open, ha raccontato che la situazione Coronavirus potrebbe avere dei peggioramenti. Un'idea che nasce da una serie di considerazioni che vengono raccontate dai trend e anche da comportamenti che il virologo starebbe rilevando nel quotidiano. Senza dimenticare che, negli ultimi giorni, il bollettino che racconta la diffusione del Sars-Cov2 stia dando prova del fatto che il numero degli infettati sia in ascesa più o meno costante.

Coronavirus: il contagio domestico sotto osservazione

I 1786 casi rintracciati il 25 settembre sono l'ennesimo campanello che funge da avvertimento rispetto alla situazione che si potrebbe profilare nel prossimo futuro.

Da una parte, infatti, si tratta di larga parte di asintomatici e le strutture ospedaliere restano lontanissime dall'essere sature. Dall'altro la certificazione della circolazione del virus espone a rischi le categorie più fragili. "Mi preoccupa - spiega - il contagio tra la mura domestiche. Si è già alzata l'età media. I giovani infettano i loro congiunti, quindi i genitori o i nonni". Pregliasco punta, inoltre, sui test rapidi.

Pregliasco spiega come la situazione potrebbe evolversi

Secondo il medico ci sarà un ulteriore innalzamento dei contagiati. "Adesso - spiega - dobbiamo aspettarci un incremento di casi, anche di 2mila al giorno, o forse di più". A ciò si aggiunge il fatto che, secondo il virologo, la riapertura delle scuole potrebbe favorire la nascita di focolai entro le prossime due o tre settimane.

Inoltre, puntualizza Pregliasco: "C'è un rilassamento eccessivo. Basta guardare quello che succede in bar e ristoranti. Se ne fregano". Condotte per le quali si potrebbe arrivare anche a nuove misure restrittive vincolate comunque alla possibilità che la situazione peggiori. La sua opinione, almeno in quel caso, è chiara: "bisognerebbe pensare alla chiusura dei locali prima del tempo e comunque a ulteriori limitazioni".

L'obiettivo è evitare di creare problemi generati da numeri enormi da gestire per il sistema sanitario. Non a caso Pregliasco sottolinea come le terapia intensive "sono - dice - quasi quintuplicate rispetto al 22 luglio". Dalle 50, per l'appunto, di quella data elle 246 del 24 settembre. L'auspicio è che non si debba presto convivere con cifre che avrebbero i connotati di una situazione davvero emergenziale.

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