Il gip ha deciso: convalidati gli arresti, restano in carcere i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli. Diversa la posizione di Francesco Belleggia a cui sono stati concessi i domiciliari. Sono questi gli ultimi sviluppi dell'omicidio di Willy Monteiro Duarte, l'italo-capoverdiano 21enne ucciso a calci e pugni la notte di sabato 5 settembre in un parco di Colleferro, dietro la caserma dei carabinieri, vicino al Comune e alla centrale Piazza Italia.

Willy, che abitava nella vicina Paliano con la famiglia e lavorava come cameriere e aiuto cuoco in un ristorante di Artena, aveva difeso un amico aggredito da due dei quattro.

Sarebbe seguito il pestaggio per punirlo di essersi messo in mezzo. Per tutti, al momento, resta uguale il capo d'imputazione: concorso in omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.

Willy, scambio di accuse tra i fermati

La decisione del gip di Velletri, Giuseppe Boccardo, è arrivata oggi in mattinata dopo che ieri si sono svolti gli interrogatori di garanzia nel carcere romano di Rebibbia dei quattro componenti della cosiddetta 'banda di Artena', dove risiedono. Tutti, già implicati in risse, hanno precedenti per lesioni e spaccio di droga. Il gip avrebbe deciso di concedere a Belleggia i domiciliari dopo che il geometra 23enne avrebbe riferito davanti ai pm di aver visto i fratelli Bianchi colpire Willy.

Belleggia, difeso dall'avvocato Vito Perugini, ha fornito una versione dei fatti completamente diversa da quella dei fratelli Bianchi, esperti di Mma, tecnica di combattimento che unisce boxe e arti marziali. I fratelli, difesi dall'avvocato Massimiliano Pica, hanno riferito di non aver neanche toccato Willy, ma di essere intervenuti per fare da pacieri nel bel mezzo di una rissa.

La lite sarebbe iniziata al pub Due di picche per apprezzamenti fatti a una ragazza tra alcuni ragazzi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, che avrebbero poi chiesto l'intervento dei fratelli Bianchi. Da quel momento, ci sarebbero stati calci e pugni contro Willy, forse uno o due i colpi mortali, allo sterno e alla testa.

Dopo solo qualche giorno di carcere, la compattezza della banda si è già sfaldata: i fermati si sono scambiati accuse. Ognuno ha dichiarato la propria innocenza. I Bianchi hanno accusato Belleggia di aver dato l'ultimo calcio mortale al ragazzo. Resta in carcere anche il 22enne Mario Pincarelli: appassionato di karate, lo scorso 21 agosto ad Artena ha picchiato un vigile urbano solo perché gli aveva detto di indossare la mascherina.

Willy, l'autopsia: politraumatismo importante

Potrebbe cambiare il capo d'imputazione nei confronti di uno o più fermati, da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario. Molto dipenderà dal risultato dell'autopsia che si è svolta oggi intorno alle 11:30 presso l'istituto di Medicina Legale del Policlinico di Tor Vergata della durata di quattro ore.

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A eseguirla è stato il dottor Saverio Potenza, affiancato dai tecnici incaricati dalla procura di Velletri, dai familiari di Willy e dai difensori degli arrestati. L'esame del corpo del ragazzo ha fatto emergere un politraumatismo importante in più organi, non solo all'addome e al torace, a seguito del violento pestaggio. Tante lesioni provocate sia dai colpi ricevuti che dalle cadute a terra. Il medico legale ha riferito che per il momento sono stati acquisiti tutti gli elementi necessari che andranno poi collegati a dati da sviluppare in laboratorio. Il corpo potrà essere così restituito alla famiglia in vista dei funerali che dovrebbero svolgersi venerdì nel campo sportivo di Paliano per poter dare la possibilità di partecipare a più persone nel rispetto delle norme anti-Covid.

La consulenza sarà depositata tra 60 giorni. Il sostituto procuratore, Luigi Paoletti, oltre all'autopsia, ha disposto accertamenti sui vestiti degli indagati, sui tabulati telefonici e sui computer sequestrati alla banda.

Willy, il racconto dei testimoni

Le telecamere di sorveglianza non sono riuscite a riprendere la scena, ma uno degli amici di Willy avrebbe ripreso con il telefonino dei momenti del pestaggio. Alcuni testimoni avrebbero indicato come responsabile materiale dell'esecuzione, uno dei due fratelli Bianchi. Nel luogo dell'aggressione era buio e i fratelli sono soprannominati i 'gemelli di Artena' per la loro impressionante somiglianza.

Uno dei due, per qualcuno Gabriele, per qualcun altro Marco, avrebbe sferrato un calcio all'altezza del petto di Willy, mandandolo a sbattere contro una macchina parcheggiata, per poi farlo cadere a terra.

Willy si sarebbe rialziato, ma sarebbe stato raggiunto da altri calci e pugni. Simone Cenciarelli, il migliore amico di Willy, ha raccontato che gli aggressori, non paghi, si sarebbero messi a saltare sul corpo del ragazzo che giaceva a terra completamente inerme.

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