Nota della redazione, 26 ottobre 2020: la redazione di Blasting News precisa che i dati citati dal virologo Giorgio Palù in un'intervista al Corriere della Sera sono falsi e non in linea con quelli forniti dall'Istituto superiore di sanità (Iss). Gli asintomatici non sono il 95% dei contagiati come sostenuto da Palù, bensì il 56%.

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La pandemia provocata dal coronavirus Sars-CoV-2 continua a mietere vittime e contagi in tutto il mondo. Sulla questione è intervenuto nelle scorse ore il virologo Giorgio Palù, professore emerito presso l'Università di Padova e past-president della Società italiana ed europea di virologia.

Secondo l'esperto la malattia Covid-19 ha una bassa letalità rispetto ad altre malattie virali. Indubbiamente secondo Palù è in corso la seconda ondata della pandemia ma a suo parere gli individui asintomatici risultati positivi al tampone non possono definirsi malati.

Palù: 'Non è la peste'

Secondo il sanitario certamente il Sars-CoV-2 è un patogeno molto contagioso ma ha una bassa letalità: "Il 95 per cento dei positivi non ha sintomi e quindi non si può definire malato", per cui "dobbiamo porre un freno a questa isteria". Il virus "può uccidere, ma non è la peste" - queste le parole che Giorgio Palù ha utilizzato durante un'intervista con i giornalisti del Corriere della Sera.

La circolazione del virus, spiega poi il virologo, non è mai finita.

In estate è sembrato che i casi si siano azzerati in quanto i raggi ultravioletti uccidono il virus. L'esperto ha spiegato che più che ai numeri dei positivi bisognerebbe guardare ogni giorno a quante persone entrano in terapia intensiva a causa della Covid-19. Per quanto riguarda le persone risultate positive al tampone è certo che queste ultime sono entrate in contatto con il virus, ma secondo Palù non è detto che siano contagiose, ovvero che possano trasmettere il patogeno ad altre persone.

Palù sostiene che solo chi ha una carica virale alta ha probabilità di trasmettere il patogeno alla gente che lo circonda. Al momento, spiega il virologo, con gli attuali test non è possibile stabilire la carica virale di ciascun paziente e quindi intervenire in tempi utili per evitare altri contagi.

Esperto contrario al lockdown

Giorgio Palù ha detto la sua opinione anche riguardo all'ipotesi di un nuovo lockdown nazionale. Per il professore ciò rappresenterebbe un suicidio per la nostra economia, e sia da scienziato che da cittadino italiano ha fatto sapere di non condividere questa decisione che il Governo potrebbe eventualmente prendere se i contagi continueranno a salire. Un altro blocco totale secondo il virologo impedirebbe tra l'altro ai malati di altre patologie, come i tumori, di poter avere accesso alle cure. All'Adnkronos l'esperto ha spiegato inoltre che in questa nova fase dell'epidemia sarebbe opportuno implementare l'utilizzo dei test rapidi antigenici che, "come si legge su un editoriale sul Nejm, sono molto più predittivi" oltre ad essere meno invasivi del tampone naso-faringeo.

Il test antigenico, secondo Palù, va fatto solo alle persone sintomatiche e ai loro contatti, in quanto è irrazionale e non scientifico inseguire gli asintomatici.

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