Antonio De Marco, il ragazzo colpevole dell'omicidio dei fidanzati Daniele De Santis ed Eleonora Manta, dopo il delitto non si è rinchiuso in casa. Oltre a partecipare a una festa, proprio nel giorno dei funerali della coppia, ha comprato dei fumetti ed ha avuto un rapporto con un'escort.

Emergono alcuni dei retroscena della brillante attività investigativa che, in una settimana, ha permesso ai carabinieri di incastrare l'assassino e liberare la città di Lecce dall'incubo di un potenziale serial killer. Secondo la Procura del capoluogo salentino, infatti, De Marco, avrebbe potuto uccidere ancora.

Per questo, il gip ha convalidato il fermo e ha disposto la custodia cautelare nel supercarcere leccese di Borgo San Nicola del 21enne studente reo confesso che si trova in isolamento. L'accusa nei suoi confronti è di duplice omicidio aggravato da premeditazione, crudeltà e futili motivi.

De Marco, in una banconota le sue impronte digitali

De Marco uccide Eleonora e Daniele la sera del 21 settembre. L'ex inquilino dell'arbitro di calcio, sorprende la coppia mentre cena nel primo giorno di convivenza nell'abitazione di via Montello: di nascosto, ha fatto una copia della chiave di casa. In meno di dieci minuti compie una carneficina, solo in parte realizzando il suo piano criminale, meticolosamente annotato in sei biglietti, che prevede un'ora e mezzo di sevizie.

A distanza di cinque giorni dal massacro, l'aspirante infermiere cerca svaghi e distrazioni. I carabinieri sono già risaliti a lui: ha commesso parecchi errori. Durante la fuga, ha perso brandelli dei guanti di lattice, la mascherina e i cinque biglietti.

I militari, in cerca di ulteriori riscontri, lo pedinano per tre giorni, anche per verificare comportamenti e abitudini.

Da via Fleming, dove c'è la sua nuova abitazione condivisa con altri due studenti, De Marco percorre a piedi via Santi Giacomo e Filippo, diretto a un negozio di fumetti. Poco prima che entri, il titolare del negozio riceve una chiamata dai carabinieri. Lo avvisano che stanno sorvegliando un ladro: se comprerà qualcosa nel suo locale, non dovrà toccare i soldi con cui pagherà, ma limitarsi a dargli il resto.

De Marco entra, va subito in fondo al locale come nel timore d'essere seguito. Poi, compra un libretto della serie Black Clover al prezzo di 4 euro e 90 euro. Paga con una banconota da 20 euro che il titolare dell'attività non prende in mano ma lascia appoggiata sul banco, e gli dà il resto. Del ragazzo ricorda la magrezza. La mascherina che indossa non permette di vedere il volto, a parte gli occhi e le occhiaie profonde. Appena esce dal locale, entra un carabiniere in borghese che prende la banconota con le impronte digitali dell'omicida e la mette in una busta di plastica, per poi restituire al negoziante 20 euro e andarsene.

De Marco, a casa della escort prelevato il Dna

I carabinieri mettono a confronto le impronte digitali con quelle trovate sul luogo della strage: risultano identiche.

E non è la sola prova schiacciante. I militari continuano a seguire De Marco nei suoi spostamenti. La sera di sabato 26 settembre, a poche ore dalla sepoltura di Daniele ed Eleonora, in un locale della città l'omicida partecipa alla festa di compleanno di una coetanea, tirocinante come lui al corso infermieristico presso l'Ospedale Fazzi. I compagni di corso sono all'oscuro di tutto. Quel collega introverso, che sta sempre sulle sue, appare rilassato, sorridente. Tutti in città parlano del terribile delitto, anche quella sera esce fuori il discorso, ma De Marco resta in silenzio.

Il giorno seguente, domenica 27 settembre, continua il pedinamento. Lo studente entra sicuro in una palazzina di via Gobetti: spiegheranno poi gli investigatori che va nell'appartamento di una escort dove consuma un rapporto di breve durata, paga una cifra già pattuita, per poi andarsene.

In quell'appartamento, i carabinieri entrano subito dopo: requisiscono, imbustano e repertano due preservativi e alcuni fazzolettini utilizzati da De Marco. Oltre le impronte digitali, c'è il Dna: identico a quello riscontrato in via Montello. Il giorno dopo, lunedì 28 settembre i carabinieri lo bloccano all'ospedale dove fa il tirocinio.

De Marco, per il coinquilino un ragazzo modello

Per una settimana, De Marco continua una vita normale, come se nulla fosse accaduto, anche con i suoi due coinquilini, studenti coetanei. Non manifesta segni di nervosismo il giorno del delitto e in quelli seguenti. Un coinquilino che lo conosce da un paio di anni, lo ricorda come un ragazzo modello, "uno di cui ci si può fidare". Poi, la sconvolgente scoperta di ciò che ha commesso.