Il braccio destro e amico di Alberto Genovese, l'imprenditore napoletano accusato di aver abusato di una 18enne nel proprio attico a Milano, è intervenuto a Mattino Cinque parlando dei fatti contestati al 43enne. "Quella sera ero lì. L'ultima volta che ho visto Genovese erano le 23. Alberto non ha mai portato nessuno nella sua camera contro la sua volontà", ha dichiarato l'amico dell'accusato, Daniele Leali, in collegamento da Bali. Leali ha lasciato l'Italia proprio nel corso dello scandalo per una lunga vacanza da cui - secondo i suoi social network - tornerà a dicembre.

L'intervista di Leali

L'uomo, presente alla festa del 10 ottobre scorso in cui le videocamere hanno ripreso gli abusi su una ragazza di 18 anni, ha difeso l'amico asserendo che Genovese solitamente si ritirava nella sua stanza, "ma non voleva che nessuno ci entrasse", questo nonostante proprio le videocamere dicano l'esatto contrario e quella sera, secondo le ricostruzioni dell'accusa, Genovese avrebbe trattenuto per 24 ore la ragazza stuprandola e facendola drogare, mentre all'esterno una guardia del corpo impediva a chiunque di entrare.

Ma Leali non si ferma: sostiene infatti che nel corso di quella festa lui avrebbe avuto l'impressione che Genovese avesse esagerato, specialmente per quanto riguarda l'assunzione di sostanze stupefacenti.

"Forse quando era sotto il loro effetto non si controllava", ha sottolineato l'amico dell'imprenditore, aggiungendo di averlo invitato più volte a darsi un limite. Ma il suo amico di vecchia data è del parere che Genovese non sarebbe mai andato oltre arrivando dunque alle violenze.

"Nessuno droga nessuno, le persone si drogano in modo autonomo" ha dichiarato sulle feste che si tenevano nella villa affittata a Ibiza dall'imprenditore.

Daniele Leali ha raccontato poi che tante giovani parteciperebbero a questi eventi solo perché saprebbero che gli stupefacenti sono gratis. E sulla 18enne che secondo gli inquirenti sarebbe stata ammanettata, drogata, sequestrata per quasi un giorno e abusata ripetutamente, Leali ha dichiarato: "Alberto mi ha raccontato di essere innamorato di lei.

Non aveva la percezione di averle fatto qualcosa di male".

Chiara Ferragni condanna: "Narrazione tossica"

Una delle influencer più celebri d'Italia, Chiara Ferragni, si è pronunciata sul suo profilo Instagram in difesa della ragazza che ha denunciato l'imprenditore napoletano per abusi. "Si è scoperto di questo 43enne che abusava delle ragazzine dopo averle drogate e ci sono ancora persone che hanno il coraggio di dire "esagerate", "il patriarcato non esiste" - ha postato la Ferragni in una storia firmata Spaghetti Politics - Poi vi chiedete perché le donne non vogliono denunciare?".

Lo sfogo dell'influencer è partito dai commenti che girano sui social sotto alle immagini e ai post che parlano del caso di Alberto Genovese, come: "Però anche lei, cosa si aspettava".

Oppure "Se entri nella gabbia di leoni, non puoi mica lamentarti". Frasi contro le quali si è scagliata anche l'influencer Giulia Valentina sempre su Instagram: "Leoni e uomini sono due cose diverse, gli uomini sono responsabili delle proprie azioni. Basta con questa narrazione tossica".

Segui la nostra pagina Facebook!