L'epidemia provocata dal Sars-Cov-2 non si arresta in Italia, dove oggi 17 novembre il bollettino diffuso dal Ministero della Sanità riporta 32.191 casi di nuove positività nelle ultime 24 ore e 731 decessi, il numero più alto dal 3 aprile scorso. Nella giornata appena trascorsa sono stati effettuati 208.458 tamponi, per cui il tasso tra positivi trovati e test effettuati si attesta al 15,4%. Sempre nella giornata di oggi sono stati 120 i ricoveri in terapia intensiva e 538 quelli ordinari a causa della Covid-19. La Regione con più casi positivi su base giornaliera è la Lombardia con 8.448 unità, seguita da Veneto e Campania, rispettivamente con 3.124 e 3.019 nuovi positivi trovati nelle ultime 24 ore.

L'Abruzzo da domani 18 novembre diventa zona rossa

In queste ultime ore le regioni Piemonte e Lombardia, che si trovano in zona rossa, hanno chiesto un allentamento delle misure restrittive al Governo centrale, in quanto i dati nei loro territori sarebbero in miglioramento. Ormai da quasi due settimane le regioni in questione si trovano sostanzialmente in lockdown. L'Abruzzo invece da domani entrerà in fascia rossa: il presidente Marco Marsilio, che ha annunciato un blocco totale di due settimane. Resteranno aperte solo le attività essenziali e le scuole.

Ricordiamo che il Dpcm del 4 novembre ha diviso l'Italia in tre aree di rischio a seconda del numero di infezioni registrate nelle varie regioni.

La Puglia continua a fare registrare numeri importanti: solo nella giornata di oggi 17 novembre le autorità sanitarie hanno riscontrato altre 1.234 persone positive al Sars-CoV-2.

La situazione viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie sia locali che nazionali, che invitano costantemente la popolazione a seguire le più elementari norme di igiene e sicurezza per evitare il contagio: resta fondamentale lavarsi spesso le mani e indossare la mascherina anche all'aperto e quando ci si trova con persone non conviventi nel proprio nucleo famigliare.

Giovanni Rezza: 'Tendenza alla decrescita'

Intanto il dottor Giovanni Rezza, epidemiologo, ha parlato di una "tendenza alla decrescita" della curva epidemica. Tali dati dovranno comunque essere consolidati nei prossimi giorni e nelle settimane che verranno.

Le regioni hanno chiesto intanto al Governo di rivedere i 21 parametri del monitoraggio, strumento grazie al quale il Ministero della Salute decide ogni sette giorni se includere una regione tra quelle a maggior o minor rischio.

Infine in Calabria, oggi 17 novembre, si è dimesso anche il neo-commissario Eugenio Gaudio, il quale ha dichiarato che la decisione è scaturita da problemi strettamente personali.

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