Il Covid è un fenomeno epocale. Andrea Scanzi, con un articolo su Il Fatto Quotidiano, è riuscito ad individuare quelle che, in un certo qual modo, possono essere considerate delle vere e proprie correnti di pensiero in relazione all'emergenza Coronavirus. Lo ha fatto andando a cogliere una serie di sfumature, coniando alcuni neologismi e segnando anche le differenze che sembrano esserci tra la prima e la seconda ondata. In relazione a ciò è sotto gli occhi di tutti come in primavera gli italiani abbiano accettato più facilmente le restrizioni da lockdown totale e oggi ci siano molte più polemiche su misure da mettere in atto.

"Ognuno - scrive il giornalista - si costruisce nella propria testa il proprio virologo di riferimento e, sulla base di speranze e credenze personalissime, fa quello che gli pare e piace".

Coronavirus: le correnti di pensiero secondo Scanzi

Nel suo ampio articolo divide i più insofferenti alle norme in base a diverse correnti di pensiero. Un esempio? I "Noncenécoviddisti" sono quelli assimilabili alla ormai celebre Angela da Modello e alla sua iconica espressione. Sono quelli che, a suo avviso, hanno trascorso l'estate con eccessiva indolenza. Citandoli, Scanzi non manca di sottolineare che "in un paese normale" chi avesse acquisito una notorietà come la protagonista dell'ormai famigerata clip sarebbe finita nel dimenticaotoio.

Nell'articolo, c'è spazio anche per i negazionisti-complottisti-no vax catalogati come "pappalardisti". Poi Scanzi cita i discotecari ricordando le lamentele estive di Briatore e Santanché come esempi di coloro che si lamentavano dell'impossibilità a ballare. Spazio anche ai "Salvinisti", i "pranzocenisti", gli "aperitivisti", i "provocatori", i "minimizzatori", i "melonisti" e gli "autocertificazionisti".

Tutte categorie che, in qualche modo, faticano ad accettare le restrizioni dei Dpcm o puntano ad aggirarle.

Andrea Scanzi cita i bassettisti

C'è poi un'altra categoria ed è quella indicata da Scanzi come i 'bassettisti' con riferimento a coloro i qualiseguono Matteo Bassetti. L'infettivologo del San Martino di Genova ha spesso manifestato la sua insofferenza verso i toni allarmisti con cui viene trattato a livello mediatico il Covid.

Ragion per cui nelle sue dichiarazioni si è spesso notata una certa voglia di rassicurare i cittadini.

I bassettisti, secondo Scanzi, "sfoggiano teorie fantasiosissime", come ad esempio: "Non ci sarà la seconda ondata" ed "è colpa di chi terrorizza". Aggiunge Scanzi: "Se mai si trovassero dentro una terapia intensiva, e speriamo che non accada mai, sarebbero i primi a invocare la mamma. Piangendo come viti tagliate".

Nel pieno stile ironico del pezzo si coglie la descrizione di uno scenario drammatico a fronte, così, di una ricerca della rassicurazione costante.

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