A fine luglio di quest'anno, il corpo carbonizzato di Giovanni Salmeri, pensionato 73enne, venne ritrovato in una discarica abusiva in località Scaccia di Milazzo, in provincia di Messina. Dopo mesi di lunghe e delicate indagini, i carabinieri del locale comando provinciale hanno arrestato un 56enne pregiudicato del posto con l'accusa di omicidio premeditato e distruzione di cadavere. L'uomo, da quanto si apprende, avrebbe ucciso a coltellate il pensionato per rubargli la pensione. Il caso di Cronaca Nera è stato seguito dal sostituto procuratore Rita Barbieri e dal procuratore della Repubblica Emanuele Crescenti.

Ucciso per la pensione

Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 novembre, i carabinieri di Milazzo, su ordinanza del gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 56enne disoccupato, già noto alle forze dell'ordine. Secondo quanto emerso dall'attività investigativa condotta negli ultimi mesi il presunto assassino, a fine luglio 2020, avrebbe condotto Giovanni Salmieri, un anziano solo che viveva ai margini della società, in una località isolata nei pressi del fiume Mela. Qui, dopo avergli presumibilmente sottratto i soldi della pensione (circa 650 euro) appena ritirati presso l'ufficio postale, lo ha ucciso a coltellate e si è sbarazzato del corpo dandolo alle fiamme.

Il gip, in seguito all'analisi dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, ha riconosciuto la premeditazione del delitto. Il pregiudicato 56enne, infatti, come dimostrano i video delle telecamere di sicurezza, prima di aggredire il pensionato, avrebbe effettuato almeno due sopralluoghi. L'uomo è stato tradotto in carcere a Messina e ora si trova disposizione dell’autorità giudiziaria mandante.

Il ritrovamento del corpo e le indagini

Lo scorso 29 luglio, in una discarica non autorizzata sita in località Scaccia a Milazzo, vennero rinvenuti i resti carbonizzati di un uomo. Subito i carabinieri di Milazzo, affiancati dai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, diedero il via alle indagini.

L'identificazione del corpo, recante numerose ferite d'arma da taglio, non fu semplice in quanto nelle immediate vicinanze non vennero ritrovati documenti o effetti personali utili a dare un nome alla vittima.

Le prime risposte, dunque, vennero dall'esame autoptico. Il medico legale stabilì che la vittima - caucasica ed alta 1 metro e 65 cm - prima di essere bruciata, era stata colpita da almeno 11 fendenti inferti, perlopiù all'altezza del petto, dell'addome e della trachea, con un coltello dalla lama di 20 cm (rinvenuto sulla scena del crimine).

Per arrivare all'arresto del 56enne, invece, si è rivelato fondamentale il lungo e certosino lavoro degli uomini dell'Arma. I militari, infatti, durante le indagini hanno provveduto a visionare oltre 10.000 ore di registrazione proveniente dai numerosi sistemi di videosorveglianza della zona. Vittima e carnefice, da quanto si apprende, sarebbero stati ripresi arrivare insieme in via Scaccia a bordo di uno scooter.

Proprio grazie alla targa del mezzo, filmato più volte nei pressi del luogo del delitto, gli inquirenti sono arrivati all'identificazione dell'omicida.

Segui la pagina Cronaca Nera
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!