L'ex fidanzata di Alberto Genovese è indagata dalla Procura di Milano per concorso negli abusi e nella cessione di droga. L'imprenditore 43enne è in carcere da un mese con l'accusa di aver abusato di una 18enne lo scorso 10 ottobre a Milano nel suo superattico con vista sul Duomo. Deve rispondere anche di detenzione e cessione di stupefacenti, sequestro di persona e lesioni. L'inchiesta che lo riguarda presenta ogni giorno svolte inattese. L'ex compagna, una 25enne pr in discoteche milanesi, sarebbe stata presente durante alcuni abusi commessi da Genovese a Terrazza Sentimento e altrove.

Genovese, presunto coinvolgimento dell'ex

La ragazza avrebbe condiviso con Genovese un sodalizio non solo sentimentale, ma criminale. Questo il convincimento del pm Rosaria Stagnaro e dell’aggiunto Letizia Mannella che stanno cercando di fare luce su cosa accadesse durante i party organizzati dall'imprenditore, e se ci sia stata una rete di complicità. Finora sono stati sentiti almeno una cinquantina di testimoni, per lo più invitati ai festini a Milano. Un altro scenario è quello di Villa Lolita, affittata lo scorso luglio da Genovese per le vacanze estive, luogo di feste con ragazze, alcolici e tanta droga proprio come Terrazza Sentimento.

Alla denuncia della 18enne, è seguita quella di una 23enne che ha raccontato presunti abusi tra il 10 e l’11 luglio scorsi.

La sua ricostruzione dei fatti è simile a quella della 18enne: a un certo punto della serata, si sarebbe appartata nella camera da letto di Genovese per consumare insieme una dose di cocaina rosa. Poi, la caduta in uno stato d'incoscienza e un amaro risveglio con vestiti strappati, lividi alle gambe, polsi segnati, e la sensazione di essere stata abusata.

La sua denuncia contiene un elemento in più: fa riferimento alla presunta presenza nella stanza dell'allora fidanzata di Genovese che in seguito le avrebbe chiesto scusa. La pr 25enne si è affrettata a oscurare tutti i suoi profili social, si è chiusa nel silenzio, e si è avvalsa dell'assistenza di un legale. Più ragazze avrebbero testimoniato di un suo coinvolgimento in fatti gravi e illeciti.

Secondo la 23enne, ci sarebbero altre vittime di abusi e il 'metodo' sarebbe stato sempre lo stesso: Genovese avrebbe scelto le prede, le avrebbe stordite con la pesante sostanza psichedelica sintetica, per poi abusarle. La fidanzata di Genovese era consapevole che sue coetanee venivano drogate? Lo stabiliranno le indagini. Infine, ieri, nel corso di Ore 14, trasmissione di Rai 2 condotta da Milo Infante, si è fatta avanti una presunta terza vittima denunciando altri presunti abusi avvenuti a Ibiza sui quali verranno fatti accertamenti. Ha parlato di feste con “piatti di droga messi a disposizione come in un open bar”, e ha descritto Genovese come "un violentatore seriale".

Genovese, al lavoro una sezione della Squadra Mobile

Proseguono anche le indagini su video e materiale fotografico di rapporti intimi con le ragazze presenti alle serate, che Genovese condivideva con gli amici. Sono stati trovati nelle memorie di telefoni e tablet dell'imprenditore. Al vaglio di una sezione della Squadra Mobile milanese, guidata da Marco Calì, in cerca di prove di altri abusi, anche le immagini delle 19 telecamere fatte installare dall'imprenditore nella casa milanese, anche in camera da letto, che ha tentato di cancellare prima dell'arrivo della polizia. Al momento dell'arresto, in casa con lui c'era anche l'ex fidanzata. Un frame avrebbe ripreso l'intera notte di sevizie della 18enne.

Nella sua cassaforte sarebbero stati trovati, oltre a 40mila euro in contanti e ad alcuni grammi di coca rosa, 9mila euro di stupefacenti.

Genovese, 'A Milano si sapeva cosa succedeva in quelle feste'

Hanno suscitato polemiche le affermazioni dell'avvocato Annamaria Bernardini De Pace, ospite in studio nella puntata di Mattino Cinque di mercoledì 9 dicembre: "Se fai jogging la mattina al parco e ti violentano non puoi rimproverarti nulla, se vai ai droga party, assumi stupefacenti e ti fai sequestrare il telefonino, ti sei messa a rischio o per ingenuità o perché ti interessava stare lì", ha sostenuto.

Secondo la divorzista, "A Milano si sapeva cosa succedeva in quelle feste'. Per l'avvocato: "Una donna di 18 anni, che vota, deve essere in grado di capire se andarci o no.

Chi ci va, o è scemo, oppure ha un interesse specifico e gli interessi c'erano". Al giornalista Carmelo Abbate che ha considerato le affermazioni dell'avvocato inaccettabili perché "attenuanti a Genovese", ha risposto che la sua è una valutazione giuridica: "Genovese è ultra colpevole", ha detto, ma ha aggiunto che le ragazze che andavano a quelle feste si sarebbero messe in pericolo.