È cominciato ieri 14 gennaio l’imponente raduno di migliaia di pellegrini presso la città di Haridwar, in Uttarakand nel nord dell’India, per la celebrazione della più partecipata cerimonia indù: il Kumbh Mela. Il festival terminerà il 27 aprile e, fino ad allora, i pellegrini provenienti da ogni parte del paese si ritrovano presso le rive del fiume Gange.

Nonostante le preoccupazioni dovute alla pandemia da Covid, la cerimonia è stata autorizzata dal governo e prevede l’arrivo di milioni di fedeli che si immergeranno nelle acque del fiume sacro.

Kumbh Mela: tradizione da milioni di fedeli

Il Kumbh Mela è il raduno a tema religioso più grande al mondo e conta il più alto numero di partecipanti.

L’ultima edizione risale al 2019, anno in cui si è svolto nella città di Prayagraj o Allahabad, e ha contato più di 50 milioni di fedeli partecipanti.

Il festival si celebra, secondo la tradizione, in quattro città principali: Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nashik presso i rispettivi fiumi, ogni tre anni. Quest'anno si tiene ad Haridwar, dove sono già arrivati oltre 800mila induisti. Il rituale principale è il lavaggio nelle acque del fiume sacro a scopo di purificazione spirituale, ma seguono altri rituali come canti, donazioni di cibo ai poveri e assemblee.

Tale evento è riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

Il festival nel periodo di Covid

Nonostante le preoccupazioni derivanti dalla situazione sanitaria mondiale che vede come protagonista l’epidemia da Covid, il Kumbh Mela è stato autorizzato direttamente dal governo e sembra destinato a essere l'assembramento più grande del mondo di questo ultimo periodo.

Lo stesso governo nel frattempo sta, infatti, avviando una campagna di vaccinazione imponente rispetto agli standard del paese per immunizzare i pellegrini da Covid. Molti credenti, tuttavia, non sembrano mostrare segni di timore per il possibile contagio in quanto mossi dalla convinzione che le divinità indù li proteggeranno.

Diverse sono le opinioni: nel paese vi è la credenza comune che l'immunità e lo stato di salute siano maggiori rispetto agli standard occidentali, nonostante non vi siano dati scientifici che ne dimostrino la veridicità.

Intanto diverse misure sono state prese dalle autorità competenti, che hanno diviso le zone lungo il fiume dove si faranno le sacre abluzioni (lavaggi nel fiume) in settori con diversa colorazione a seconda delle categorie di rischio di contagio. Dai giudici dell'Alta Corte dello stato dell'Uttarakand partono anche le direttive per avere un quadro generale della situazione sanitaria e della disponibilità ospedaliera per quanto riguarda strumentazioni (ventilatori,..) e posti letto in terapia intensiva.

Gli stessi hanno poi richiesto la riduzione temporale del festival per arginare i possibili effetti devastanti del virus.

Le vaccinazioni partiranno domani, sabato 16 gennaio 2021.

La tradizione supera la paura

Fra gli induisti, le persone più anziane si mostrano contrarie a ostacolare una tradizione così antica, i più giovani comprendono la situazione di timore e sembrano accettare un compromesso fra misure di sicurezza e tradizioni religiose.

Il Kumbh Mela è un rituale che nasce da un mito. Questo narra che il dio Vishnu volò via con un vaso pieno di "amrita", acqua della vita eterna, facendone cadere quattro gocce. Ognuna delle quattro città dove ogni tre anni si tiene il festival corrisponde a una delle gocce cadute. Immergersi nel Gange in questo periodo di congiunzione astrale favorevole - secondo la tradizione - ridona forza ed energia, regalando fortuna, successo e felicità.

L’organizzatore Siddharth Chakrapani rassicura che, nonostante si possa pensare che la tradizione quest'anno porti anche a una maggiore diffusione della Covid-19, il sacro fiume Gange proteggerà le condizioni di salute dei fedeli.

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