Il mondo e soprattutto l'Europa guardano con una certa ammirazione alla capacità di Israele di viaggiare a vele spiegate verso l'immunità di gregge. Una medicina territoriale competitiva, campagne informative adeguate ed anche le piccole dimensioni del paese stanno facendo si che lo stato israeliano stia viaggiando molto più veloce di tante altre realtà. E gli ormai grandi numeri in percentuale della comunità mediorientale diventano anche un'interessante parentesi dove andare a catturare dati significativi sulla campagna vaccinale e i suoi effetti. A parlare in prima persona di cosa sta avvenendo è stato Arnon Shahar, medico e capo della task force che si sta occupando di ogni aspetto legato alla vaccinazione in Israele e lo ha fatto ai microfoni di Quarta Repubblica, trasmissione di Rete 4 condotta da Nicola Porro.

Vaccino Covid, l'esemplare efficacia di Israele

"Abbiamo vaccinato - ha spiegato - 2 milioni e mezzo di persone con la prima dose e un milione con la seconda dose di Pfizer. Moderna non abbiamo ancora usato un vaccino". Numeri incredibili se si considera che in Israele ci sono otto milioni di abitanti. Ed è lo stesso Arnon Shahar, a precisare che abbiano beneficiato di alcune circostanze favorevol. "Noi - ha detto - abbiamo iniziato dieci giorni prima dell'Italia, anche di più. Ricordo a tutti che non avevamo bisogno dell'autorizzazione dell'Unione Europea, bastava Fda. Ci siamo preparati e così siamo partiti usando molto la medicina di comunità e pochissimo gli ospedali.".

Nella strategia organizzativa c'è stato però poco spazio a sistemi analogici.

"Tutto - ha rivelato - elettronico, non usiamo penna e non usiamo carta". E all'orizzonte c'è un obiettivo ambizioso: "Secondo me alla fine di marzo riusciremo ad arrivare a sei milioni di vaccinati su otto milioni".

Effetti vaccino coronavirus, i dati di Israele

La cosa molto positiva è che il vaccino sembra dare il riscontro che ci si attende, soprattutto nel pieno di quella che in Israele considerano la terza ondata in atto.

"Ci basiamo - ha detto - molto sulle ricerche di Pfizer. Su 180.000 persone che hanno ricevuto la seconda dose di Pfizer, 0,01 % si è ammalata in questa nostra terza ondata".

"I pochi che si sono ammalati - ha proseguito - hanno avuto una lieve malattia, come previsto dalla ricerca di Pfizer"

Tra i grandi spauracchi di quanti nutrono riserve sul vaccino ci sono gli effetti collaterali.

Si tratta di un argomento che va maneggiato con cura, ma parlare chiaro può contribuire a offrire chiarezza e soprattutto scenari da non temere. . "Abbiamo visto - ha detto Arnon Shahar - un po' più sintomi neurologici, le parestesie facciali le stiamo vedendo e anche in numeri importanti. Però si auto-risolvono".

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