"Mio papà e mia mamma non hanno mai pensato di uccidere". Il fratello sedicenne di Saman Abbas, 18 anni, scomparsa da Novellara, in provincia di Reggio Emilia, davanti al giudice ha preso le difese dei genitori, puntando il dito contro altri parenti che avrebbero ideato il delitto. Su caso di Cronaca Nera, dalla pagine de Il Resto del Carlino, è intervenuto l'antropologo Simone Borile che, parlando dei "delitti d'onore" - una realtà ancora radicata in certi contesti - ha fatto riferimento a "rituali atroci sul corpo delle donne".

Il fratello di Saman difende i genitori

La Procura di Reggio Emilia e gli inquirenti che stanno indagando sul caso di Saman Abbas sembrano non avere dubbi. La giovane non è scappata, ma è stata uccisa dai suoi familiari. Durante l'audizione svoltasi il 18 giugno scorso, però, il fratello minorenne della ragazza ha negato eventuali responsabilità dei genitori, rientrati in Pakistan all'indomani della scomparsa della figlia, il 1° maggio. In un italiano stentato ha spiegato "Non hanno mai pensato di far questa cosa, di uccidere". Quindi, ha accusato due cugini che avrebbero "forzato la mano" allo zio ancora in fuga. Lo zio Danish, infatti, è ancora latitante, mentre il 21 maggio è stato fermato in Francia un secondo cugino di Saman, Ikram Ijaz, attualmente in carcere.

Nel corso dell'incidente probatorio, inoltre, sono emerse dichiarazioni che evidenzierebbero la crudezza di quanto si crede sia successo la notte in cui è scomparsa Saman, il 30 aprile scorso. Secondo gli inquirenti, infatti, ci sarebbe stata una sorte di riunione di famiglia durante la quale è stata presa la decisione del modo in cui uccidere la 18enne e di come far sparire il corpo facendolo a pezzi.

L'antropologo sul caso di Saman

Il Tribunale del Riesame di Bologna ha ipotizzato che il movente del delitto di Saman affonda "in una temibile sinergia tra i dettami della tradizione locale e i precetti religiosi". Questa pericolosa sinergia sarebbe arrivata a vincolare i diversi membri del clan a una cieca e acritica osservanza della direttiva del femminicidio.

Saman Abbas sarebbe stata uccisa perché avrebbe osato dire 'no' a un matrimonio combinato. Da quanto emerso, agli atti dell’inchiesta c’è anche un rapporto redatto dall'Onu che racconta l’orrore del Pakistan, dove i corpi delle donne che si sono ribellate vengono smembrati e fatti sparire, nei fiumi o in "cimiteri invisibili". La stessa fine, si teme, potrebbe averla fatta la 18enne di Novellara.

"Con il delitto d'onore - ha spiegato l'antropologo Borile - si vuol far scomparire un corpo per non farlo ritrovare più. La vittima non dev'essere neppure commemorata". "Chi si ribella - ha aggiunto - rappresenta un’onta per i parenti". Per quanto riguarda il modo in cui avvengono i delitti d'onore, l'esperto ha dichiarato che la casistica di cui si è occupata è atroce. Infatti, si tratti di omicidi brutali, eseguiti alla presenza di altri familiari: lama, sgozzamento, strangolamento, soffocamento con fili.