Mauro Pamiro non si sarebbe suicidato. Il gip di Cremona Giulia Masci, nelle scorse ore, ha rigettato la richiesta di archiviazione e ha chiesto di approfondire la posizione della moglie Debora Stella, unica indagata per omicidio (finora come "atto dovuto").

Pamiro, insegnante d'informatica 44enne appassionato di musica, venne ritrovato senza vita la mattina del 29 giugno del 2020 in un cantiere di Crema, dove viveva. Il caso di cronaca è seguito anche dall'ingegnere Luca Scarselli, il consulente che si è occupato della morte di David Rossi, il capo della comunicazione della banca Monte dei Paschi di Siena.

La confessione ritrattata della moglie di Mauro Pamiro

Il gip Masci, al termine di una lunga camera di consiglio iniziata il 21 luglio scorso, ha deciso di non accogliere la proposta, avanzata dalla procura, di archiviare la morte di Mauro Pamiro e ha richiesto che venga fatto chiarezza sulle diverse incongruenze emerse nel corso delle indagini e, in particolar modo, sulla posizione della moglie Debora, grafica pubblicitaria 40enne.

Il giudice, nel provvedimento, ha dato alla procura sei mesi di tempo per approfondire la confessione, poi ritrattata, della moglie. Debora, infatti, subito dopo la morte del marito aveva dichiarato: "L'ho ucciso con una legnata in testa per difendermi dopo che era uscito sbattendo la porta e dicendo che non l'avrei rivisto mai più".

Poi, aveva aggiunto che si era fatta aiutare da due amici per pulire il sangue. Le sue parole, però, erano state considerate non attendibili. Debora, infatti, sotto choc, venne poi ricoverata per due settimane in un ospedale psichiatrico e ritrattò tutto.

I genitori di Mauro Pamiro non hanno mai creduto al suicidio

Il Gip di Cremona, anche per valutare in maniera compiuta lo stato psichico della donna (definita "instabile" dagli operanti) ha disposto l'acquisizione dei tabulati telefonici della coppia e del video registrato, poco dopo il ritrovamento di Pamiro, dalla squadra mobile nell'appartamento della Stella e avente proprio a oggetto le sue dichiarazioni.

Per ricostruire in maniera esatta quanto accaduto nel cantiere di via Mazzolari, inoltre verranno effettuati nuovi accertamenti tecnici tecnici sulla tegola ritrovata vicino al corpo d Pamiro. La villetta e l'auto dei due coniugi, invece, saranno analizzate con il Luminol.

I genitori di Mauro non hanno mai creduto all'ipotesi di suicidio.

Non solo perché il 44enne era affetto da una forma di distrofia muscolare e non si sarebbe mai potuto arrampicare da solo fino alla sommità dell'edificio in costruzione. Ma anche perché era felice e pieno di vita. "Aveva tanti progetti", ha dichiarato papà Franco, assistito dall'avvocato Gianluigi Tizzoni e dal perito Luca Scarselli. L'insegnante d'informatica, infatti, a quanto si apprende, stava preparando con un amico l'uscita di un nuovo album.